La Giunta Mastella ha perso sulla mensa, prova a rifarsi ma fa di peggio

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La seconda puntata delle rivelazioni di palazzo Mosti sul “sistema mensa” , messo in crisi buon ultimo da un'ennesima parola del Tar e in ginocchio da una serie di osservazioni dell'Anac, si concretizza in una nuova nota che, all'indomani dell'altra relativa alla decisione di sospendere il servizio fino alla pronuncia del giudice amministrativo sul panino libero, prende di petto le critiche mosse all'amministrazione per il “presunto ritardo nell’invio all’ANAC degli atti”.

Ebbene, - si legge - “l’Amministrazione esprime sorpresa per il riferimento palesemente strumentale ad un solo articolo del Protocollo di azione per la vigilanza collaborativa firmato dal Comune di Benevento e l’Autorità Nazionale Anticorruzione”. Brandendo l'arma dell'ignoranza (nel senso di 'ignorare', ovviamente) mostrata dagli “autori di tale strumentale (e due, Ndr) rilievo”, rei di non aver “letto nella sua interezza il suddetto protocollo”.

Breve inciso metodologico: ma di chi si parla? Il Comune tace il nome dell'ignorante, e non appare proprio una bell'abitudine, ma il riferimento è ad Altrabenevento, appunto l'unica ad aver citato il dettaglio in una sua nota - e poi magari a ruota vengono anche gli altri detrattori, più ascrivibili però al perimetro della politica che non a quello tecnico della prassi disattesa, per l'associazione.

Questi ignoti/noti “autori”, dunque “probabilmente si sarebbero resi conto che

  • nelle premesse è richiamato l’art. 4 del Regolamento in materia di attività di vigilanza e di accertamenti ispettivi dell’Autorità, secondo cui “le stazioni appaltanti possono chiedere all’Autorità di svolgere un’attività di vigilanza, anche preventiva”; (il grassetto è dell'ente, si vuol forse mostrare in bella evidenza quell'anche, ovvero la ratifica di una facoltà e non un obbligo. Ma così verrebbe meno quel modo di affrontare “certi problemi in maniera pedagogica e, soprattutto, per eliminare inconvenienti che si frappongono da un punto di vista della tempistica nello svolgimento di un appalto” evocato ed invocato dal sindaco a gennaio 2017, all'atto della sottoscrizione assieme a Raffaele Cantone - Ndr)

  • all’art. 5 del protocollo è poi previsto che, in presenza di 'gravi e comprovate esigenze', il responsabile della prevenzione della corruzione può promuovere una verifica preventiva di documentazioni ed atti di gara “concernenti l’esecuzione di contratti pubblici, già aggiudicati”.

Quanto alle gravi e comprovate esigenze è il caso di rimandare all'annotazione precedente: quali sono o quali sono state? Non è dato sapere. E' dato però d'aprire il dizionario e leggere alla voce “Preventivo: 1. Che previene, che serve a prevenire, che ha la capacità, lo scopo, la funzione di prevenire, di evitare qualche cosa, spec. con riferimento a fatti dannosi, o comunque non desiderati; 2. Che si fa in precedenza” (Vocabolario Treccani).

Alla luce di ciò, va quindi compresa (?) la correlazione fra la “verifica preventiva” e “contratti già aggiudicati”. Troppa foga nell'estensore del Comune, troppa foga che rafforza per contro il concetto della necessità di non incorrere in rischi di sorta perseguendo proprio quell'atteggiamento che lo stesso presidente Anac, qui a Benevento, sempre a gennaio 2017, ha elogiato come “una scelta, quella operata dal Comune, che consente di verificare preventivamente quali potranno essere i problemi da affrontare e che serve quindi a risparmiare tempo successivamente”.

La narrazione di Palazzo Mosti riprende poi con la scansione temporale degli eventi: “Al fine di ribadire la correttezza della procedura messa in atto, l’Amministrazione ricorda che:

  • con delibera di Consiglio comunale n. 21 del 10 luglio 2017 è stato sancito il principio dell’obbligatorietà della mensa scolastica e è stata stabilita anche la necessità di attivazione urgente del servizio in concomitanza con l’apertura dell’anno scolastico;

  • la suddetta delibera è stata affissa il 21 luglio 2017 in conseguenza della necessità di acquisire e allegare alla stessa il verbale di fonoregistrazione della seduta che, come si ricorderà, durò molte ore;

  • il bando di gara è stato pubblicato il 24 luglio 2017 seguendo l’iter e le tempistiche previste dalle procedure di evidenza europea. A tal proposito giova anche ricordare che si tratta di un servizio pubblico essenziale.

  • la documentazione è stata trasmessa all’ANAC il 3 agosto 2017 con riserva di far pervenire gli ulteriori atti previsti dall’art. 4 del Protocollo, prima della stipula del contratto.

  • la risposta dell’ANAC è pervenuta al Comune di Benevento il 21 settembre 2017”.

E' il Comune stesso a dirci, dunque, che dopo la redazione di Disciplinare e Capitolato (24 luglio, pubblicità del bando di gara), oggetto delle osservazioni dell'Anac nella risposta del 21 settembre, tali atti sono strati trasmessi all'Anac (3 agosto). “Pertanto, l’Amministrazione ha posto in atto tutte le procedure previste dal Protocollo di vigilanza (non certo “l'attività di vigilanza, anche preventiva”, Ndr ) e dalla normativa vigente in materia di appalti pubblici, tenendo presente la necessità di attivare il servizio in concomitanza con l’apertura dell’anno scolastico, così come sancito dalla delibera di Consiglio comunale n. 21 del 10 luglio 2017”. Anche il concetto di “concomitanza” può non essere discusso, ma solo se rapportato all'enorme dose di fiducia che l'istituzione doveva per forza avere nelle capacità proprie di dare vita ad un bando di gara “blindato”. Come non è accaduto. Né si spiega l'inerzia tra la sottoscrizione del Protocollo con l'Anac (gennaio), i precedenti negativi alle spalle di un servizio di refezione già sospeso in passato e molto zoppicante - per usare un eufemismo -, e l'avvio delle procedure ufficiali di ripartenza soltanto a luglio. Quando cioè (come accaduto con la precedente amministrazione Pepe) la possibilità di favorire l'auspicata “concomitanza” era ridotta quasi allo zero.

In ogni caso, - conclude il Comune - l’Amministrazione per ragioni di correttezza e metodo e per la stima nutrita nei confronti del presidente dell’ANAC e dell’importante funzione svolta dal suddetto organismo, ha deciso comunque di procedere all’annullamento della gara”. Il che, tradotto in soldoni, significa – semplicemente - aver fallito nel compito che ci si era dati, e non in un compito qualsiasi (che aveva bruciato, ha bruciato e potrebbe bruciare più di un elemento che vi ha posto mano) ma in una sorta di cavallo di battaglia della campagna elettorale e della capacità politico/amministrativa.