Benevento - La cacofonia del sindaco coi supporter festanti a cena, mentre il Comune non sa garantire la mensa agli scolari

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Appaiono, talora, di difficile decifrazione al lettore certe scelte di “informare”. Nel pieno di una bufera sia politica che amministrativa, ad esempio, Mattino e Gazzetta di Benevento spendono spazio e rilievo per la festa a sorpresa organizzata per l'assoluzione di Mastella. Da qualche ora, per restare all'attualità più stretta, s'è scatenato il cancan sulla mensa scolastica, con genitori incazzati, un Tar che sospende, un Comune in ambasce, dirigenti scolastici alla deriva nel mare delle indecisioni, l'autorità anticorruzione che carica, il sindaco che denunzia in Procura, l'assessore che ignora, la commissione consiliare che s'accapiglia, il servizio che abortirà, ma il ritornello delle “feste” continua a rimandare la sua eco da Titanic ponendosi come leitmotiv dell'attualità.

Non è in discussione il caso in sé, la “liberazione” dal giogo giudiziario avvertita dal sindaco Mastella, pure comprensibilmente, ma l'opportunità di presentare all'opinione pubblica, composta anche dai genitori turbati dalla piega assunta dagli eventi correlati alla refezione dei loro figli, che “presso un agriturismo della cinta cittadina, quasi centocinquanta tra amministratori e sostenitori di vecchia data, si sono dati appuntamento... Sorpreso il sindaco che era stato tenuto all’oscuro di tutto e che all’ingresso non ha potuto mascherare la sua sorpresa. Cori da stadio e inni alla vittoria hanno scandito la serata e i brindisi che si sono susseguiti. Menu tradizionalmente tipico e pagamento alla romana le regole imposte alla serata”.

Nelle pieghe della descrizione così minuta della serata/evento non è neppure sfuggito agli inviati sotto copertura che “in molti, hanno notato in Mastella un momento sincero di commozione. Nella Sala anche un manifesto raffigurante il Mastella elettorale e poi una scritta: Uniti con coerenza".

Uniti di certo, coi piedi sotto una tavola così come sono per ora impossibilitati a fare i “fruitori” (eventuali) del tempo pieno scolastico, privati della “integrazione e socializzazione, di crescita pedagogica e di educazione comportamentale” della mensa; coerenza avrebbe invece imposto se non sobrietà, visto il senso particolare del ritrovarsi (manifestare vicinanza al sindaco), almeno un opportuno silenzio sulla rappresentazione esterna del dato. Ecco, invece, una festa davvero a “sorpresa” ...con tanto di stampa e fotografie in posa a ruota.

Dunque, il solidale intento – privato - si stempera ancora una volta in un'immagine di copertina – pubblica -, e la cacofonia rimandata provoca il ben conosciuto senso di vuoto.