Il bagarinaggio e l'insopportabile vendita dei biglietti del Benevento calcio a stock. E il comunicato sulle "spropositate reazioni"

- Opinioni IlVaglio.it

La Curva Sud del Benevento Calcio ha pubblicato un comunicato che trae origine dal fatto che, dopo pochi minuti dall'apertura della vendite online, siano diventati pressoché introvabili i biglietti per la gara Benevento - Inter del prossimo 1° ottobre. Così molti tifosi locali non hanno potuto comprare il biglietto. Nel merito la Curva scrive: E' facilissimo terminare 7500 biglietti in pochi minuti con la prevendita aperta in tutta Italia, sia presso i punti vendita che online. Sarebbe opportuno che, per i prossimi impegni di cartello come, ad esempio, contro Juventus e Milan, venga prevista una sorta di prelazione per chi è in possesso della tessera del tifoso del Benevento. Un occhio di riguardo per noi sanniti è d'obbligo, in modo da non permettere ai tifosotti di altre squadre di occupare indebitamente i nostri settori".

Il comunicato così prosegue: "Va bene la vendita online, ma dopo questa fase di prelazione che consentirebbe ai veri sostenitori della Strega di non essere costretti a restare a casa. Qui c'è gente che ha mangiato il fango tra C2 e C1, non mancando mai a una partita e girovagando su veri e propri campicelli. È impensabile che la maggioranza di loro sarà costretti a stare a casa perché qualche interista di regioni vicine ha in tasca il biglietto".

Per ora fermiamoci qui, prima di arrivare alla parte finale del comunicato quella più grave. Emerge una questione seria, vera che va estrapolata e distinta dal resto. Va condannato il cosiddetto secondary ticketing, la possibilità di acquisto in massa dei biglietti da rivendere poi a prezzi più alti che, benché lecito, finisce per assomigliare moltissimo a una legalizzazione online del bagarinaggio che, come si faceva una volta, con i biglietti alla mano davanti allo stadio, è proibito. E' questa modalità sbagliata di vendere i biglietti che va contestata, anche a voce alta. I biglietti devono poter essere acquistati online solo e sempre singolarmente e non a stock.

La prelazione territoriale per l'acquisto del biglietto, in un campionato nazionale come la Serie A, invece non è praticabile. Si è entrati a far parte di un bacino di utenza composto non più da qualche migliaio di tifosi, ma da milioni ed è notorio che le maggiori squadre abbiano tifosi ovunque e ovunque devono poter seguire la loro squadra, alla pari con gli altri.

Pienamente comprensibile, dal punto di vista del tifoso, è vedere lo stadio pieno solo di giallorossi, con gli avversari al più confinati nel ridotto spazio riservato agli ospiti. Ma può essere solo un auspicio: è uno spettacolo di rilievo nazionale e tutti hanno alla pari diritto di potervi partecipare.

Una sola agevolazione la legge vigente e quella dello spettacolo consentono ed è in favore degli abbonati, cioè, dei tifosi ufficialmente fidelizzati. Gli abbonati infatti, pagando in anticipo per tutte le gare interne, hanno diritto a scegliere prima di tutti gli altri. Certo, ovviamente, non tutti hanno la possibilità di spendere tanto per abbonarsi e qualche beneventano vorrebbe potersi vedere almeno una gara, quella di cartello, ma è la dura regola della vita: non tutti hanno le stesse possibilità economiche e chi meno ha, purtroppo, più deve rinunciare. Ovunque e per tutto, magari il gap fosse limitato solo alla visione delle partite di calcio...

C'è pure un altro discorso che si potrebbe fare, sulla ricaduta (economica e turistica) non proprio negativa dell'arrivo a Benevento, in occasione della partita, di tante persone che altrimenti non vi sarebbero arrivate. Ma non la vogliamo fare ancora più lunga e veniamo alla parte veramente dolente del comunicato che così si conclude: "Domenica non saranno ammessi vessilli nerazzurri in Curva Sud. Esultanze, bandiere o qualsiasi altro elemento che possa contraddistinguere l'opposta tifoseria potrà essere oggetto di reazioni spropositate. A Benevento c'è solo il Benevento, per chi non è d'accordo è previsto il settore ospiti".

Parole gravi e pericolose che mettono in cattiva luce una tifoseria che, soprattutto negli ultimi anni, si è fatta notare solo per la correttezza, anche quando va in trasferta, e per l'incessante sostegno ai calciatori in campo, anche quando il risultato della gara è compromesso, "fino alla fine col Benevento!".

Parole, queste finali del comunicato, al di là di tutto, superflue, inutili. Quale pazzo, non solo a Benevento ma in tutt'Italia, potrebbe presentarsi in una Curva con vessilli e sciarpe della squadra avversaria?

Non lo si fa da decenni, da nessuna parte, innanzitutto per salvaguardare la propria incolumità (possono fare eccezione, e quasi mai nelle Curve, solo i casi di granitico gemellaggio tra le tifoserie).

Ma è una consuetudine - mai violata - non può essere una disposizione scritta. E non può esserlo, perché contrasta palesemente con i prevalenti principi di libertà per i quali una persona può andare dove vuole, come vuole e dire quel che vuole. Principi prevalenti in assoluto e solo gravi motivi di ordine pubblico possono impedire l'accesso, totale o in alcuni settori dello stadio, ad alcuni tifosi o tifoserie.

Ma a stabilire tali limiti può e deve essere solo il Questore che rappresenta la legalità, solo la legge può impedire qualcosa a qualcuno. E nel comunicato si pone il divieto, lo si specifica e si avverte anche delle conseguenze "spropositate" che potrebbero derivarne per gli eventuali "trasgressori". Sono parole sbagliate e che vanno corrette.

E' più che auspicabile che la Curva Sud rimedi, correggendo con un altro comunicato l'ultima parte, quella con la "spropositata reazione". Una richiesta che facciamo per il rispetto che la Curva Sud deve alla propria storia, a quella del più generale tifo beneventano, ai colori giallorossi e alla città che solitamente sostiene con tanta lodevole passione.