Benevento - L'incessante cambio di casacche e di schieramenti in Consiglio Comunale e l'importanza di segnarselo...

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Il Consiglio comunale di Benevento di ieri 28 settembre non passerà alla storia, come tanti altri, per l'incisività delle risultanze prodotte o l'elevata qualità del dibattito, ma almeno permette di annotare un paio di spunti che la politica contribuiscono a ingarbugliare, segnando ancor più la distanza fra eletti ed elettori: 1) si è ricomposto il gruppo consiliare di Forza Italia nella sua interezza, 4 membri, acquisendo ufficialmente le prestazioni di Vincenzo Sguera, fuoruscito da Alternativa Popolare; 2) la maggioranza consiliare si è ritrovata sostenuta (nelle votazioni nella detta seduta di Consiglio) dal gruppo consiliare di Alternativa Popolare, già assemblato coi fuorusciti Puzio, Franzese e Angela Russo (andati via dai gruppi Forza Italia e mastelliani). Il tourbillon di questi 15 mesi di legislatura, peraltro, è stato talmente frastornante che frastornati sono pure gli addetti all'aggiornamento del sito ufficiale del Comune cittadino. Dove, infatti, sono cristallizzate le posizioni consiliari venute fuori dalle urne di maggio/giugno 2016, un quadro che appare non solo ormai lontano nel tempo, ma è anche mutato nella composizione 'cromatica' delle appartenenze.

L'ultimo passaggio di campo dall'opposizione alla maggioranza in ordine di tempo è stato quello di Vincenzo Sguera. Andato ufficialmente in conflitto nella sua precedente casa di appartenenza dopo il rivolgimento che ha investito Alternativa Popolare cambiandole volti (dirigenziali) e volto (politico). Sguera, per questo breve tempo trascorso si era rivelato un pungolo come oppositore dell'attuale amministrazione Mastella, prima dell'inversione di rotta alle porte di Damasco...: interrogazioni; la presidenza di garanzia della Commissione d'indagine sul PIU Europa; interventi critici sulla gestione dell'Amts; l'istituzione di una specifica commissione consiliare che lavori a titolo gratuito, col precipuo compito di riorganizzare il servizio di mensa scolastica. Queste, a titolo di esempio, alcune delle parole del consigliere Vincenzo Sguera: “Si assiste inermi alle improvvide iniziative della Giunta Mastella - adottate in totale autonomia anche su temi di particolare rilevanza ed interesse - senza avere alcuna possibilità di essere concretamente ascoltati e/o considerati per le migliori soluzioni nell'interesse della collettività. Tanto non è più accettabile!”, a proposito della discussione sul depuratore.
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Il caso di Alternativa Popolare, invece, si profila come da studio, ma solo a prima vista. Puzio, Franzese, Angela Russo (a differenza di Sguera, e questo è importante, mandati dai beneventani in maggioranza) in avvio non li vuole nessuno nella medesima maggioranza all'interno della quale hanno /avrebbero traslocato accasandosi con la nobiltà politica locale, tra un Barone ed un Principe. Un transito però censurato dai capi politici dei gruppi di appartenenza nei quali erano stati eletti: “Io considero la politica un servizio per la collettività, non un gioco di poltrone o un mezzo per dare un mestiere a chi non ha mai lavorato nella vita. No ad Alternativa popolare in maggioranza al Comune di Benevento”, ebbe a dire l'onorevole Nunzia De Girolamo; in tal senso anche il sindaco Mastella: “Io penso al bene della città gli altri ai propri interessi. Non ritengo sia stato un comportamento corretto”. Durezza solo a parole, perché i voti a favore in Consiglio e Commisioni Comunali non olent (non puzzano), e infatti non si sono registrate levate di scudi inflessibili, come quelle virgolettate di qualche mese fa. E smorzati oggi sono pure i toni della stessa Alternativa Popolare, di Luigi Barone e Mosè Principe, che è passata dalla sorpresa “per l'atteggiamento del sindaco” e dalle repliche alla “regina dell'incoerenza” (la De Girolamo, Ndr) ad un silenzio coerente col tentativo di conservare le cariche, fra Consiglio e Commissioni, esempio incredibile ma realizzato di perfetta convergenza (verso il potere) di rette parallele (partito di maggioranza in amministrazioni di maggioranze di segno contrastante). Questo scenario è tanto desolante da non richiedere parole di commento.
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A proposito: in entrambi i casi citati di trasloco in Consiglio Comunale abbiamo letto forti richiami agli elettori, supremo organo giudicante chiamato a comprendere e sottoporre a giudizio, un domani nell'urna i passaggi di campo o di gruppo . Aggiungiamo qui un suggerimento agli evocati elettori: faranno bene a scriversele tali evoluzioni consiliari, non solo perché difficili da tenere tutte a mente (15 mesi hanno dimostrato che la materia è magmatica...), ma anche perché già è capitato, proprio a questi quattro consiglieri eletti, di dimenticare o ignorare il responso delle urne nel giugno 2016.