Voci insistenti sul passaggio dall'ex PD Scarinzi, eletto per fare l'opposizione a Mastella, in Forza Italia, con la maggioranza

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Luigi Scarinzi
Luigi Scarinzi

Spifferi di stampa ventilano un prossimo, nuovo traghettamento da una sponda all'altra della politica beneventana. Riguarda Luigi Scarinzi, dissociatosi mesi fa dalla sua casa base, il PD, e quindi membro del “Gruppo Misto” di palazzo Mosti, da lui inaugurato nel dicembre 2016. Quando, nel tratteggiarsi come un “servitore delle istituzioni”, ritenne di assumere “però, un atteggiamento di autonomia rispetto al partito ed al gruppo consiliare”. Si può partire da quel “però”, citato appunto nella nota diffusa all'epoca da Scarinzi: una congiunzione avversativa o - in senso letterale - “proprio per questo”. Di conseguenza il fatidico ruolo di “servitore” mal si coniugava con l'appartenenza al PD, ribadita ancora una volta nelle amministrative più recenti per un progetto fortemente sostenuto con 649 preferenze individuali e una collocazione e considerazione alta nella lista di (un irriflessivo) partito eppure esauritasi dopo tanti anni di importanti cariche di governo ricoperte e a soli sei mesi dalle urne del giugno 2016. Forse alla luce della sconfitta patita.

Certo, Scarinzi lasciava trascorrere qualche rigo e specificava ancora, sempre a dicembre 2016, di allontanarsi dai suoi ex amici di viaggio “senza contrapposizioni o posizionamenti, senza belligeranza” per assumere “una collocazione neutra finalizzata al perseguimento del bene comune ai beneventani tutti”. Aveva dunque ritenuto ristretto il bacino d'utenza pubblico della sua attività amministrativa, da non riservare solo a una parte dello schieramento (alla quale pure aveva con convinzione aderito) ma all'intera platea dei cittadini.

Evidentemente è venuto il tempo, sempre stando a quanto diffuso dalla stampa specializzata nei retroscena, di svuotare di significato il termine “neutralità”. Che, in fondo - se portato in fondo -, contribuisce a nobilitare lo sforzo del tutto personale di rendere più armonico e credibile il rapporto fra l'istituzione e il singolo cittadino, ma certo – dall'altra parte della barricata eretta - esclude da ogni eventuale accesso ai complessi e più appaganti meccanismi della militanza politica e del riconoscimento gratificante che detta militanza potrebbe portarsi dietro.

Infine, quasi a dare corpo alla mitologica figura del Renzusconi nazionale, eccone pure un esempio trasposto in chiave locale visto che il passaggio annunciato, appunto compiuta la tradizionale fase di riflessione, si consumerebbe sull'asse Pd-Forza Italia, quasi a rimarcare l'affinità che intercorre tra ex nemici giurati secondo l'imperante logica del superamento degli opposti politici.

Piuttosto, saltando in maggioranza a sostenere l'esperienza Mastella Scarinzi finisce pure per depotenziare la validità del suo assunto sulla “collocazione neutra”, che a questo punto tornerebbe ad essere “finalizzata al perseguimento del bene comune ai beneventani”. Ma non tutti. E siamo al punto di partenza dell'ennesimo passaggio nel campo opposto.