La tassa dei rifiuti che va ad aumentare a Benevento, tra contratti di servizio e Piani finanziario mancanti e irregolarità non sanzionate

- Politica Istituzioni di Pompeo Nuzzolo

Nell’ultima seduta di Consiglio Comunale di Benevento, come ha evidenziato il consigliere Italo Di Dio, si è persa l’opportunità per aprire un dibattito sulle società partecipate dell'Ente. Mi soffermerò sull’Asia, in particolare sull’assenza del contratto di servizio con il Comune, evidenziata dal consigliere citato, senza trascurare il fenomeno della scarsa adesione dei comuni alla formazione dell’anagrafe delle società partecipate, come segnalato dall'Ufficio valutazione impatto (Uvi) del Senato, il 30 settembre scorso, in una sua relazione presentata al Parlamento. L’Amministrazione civica attuale non ha stipulato con l’Asia il contratto di servizio, come sopra riportato.

Sembra, a memoria di qualche consigliere, che esista un contratto di servizio redatto nel 2013, mentre il primo piano finanziario fu elaborato dal Comune nel 2014. Ma non voglio qui occuparmi del numero esatto dei contratti di servizio stipulati con l’Asia, società del Comune, ma fare una riflessione sulla funzione del contratto di servizio, utilizzando quanto scritto dalla Corte dei Conti.

La sezione Lazio, nella delibera n 2/2015 relativa al controllo effettuato sui documenti contabili del comune di Bracciano, a proposito del contatto di servizio da stipulare con la propria società in house, ha affermato: “Il tardivo perfezionamento del contratto costituisce grave inadempienza contabile perché le modalità e tempi di svolgimento, nonché una corretta quantificazione dei costi del servizio” costituiscono un antecedente logico dell’espletamento del servizio stesso. La mancanza dello strumento contrattuale depone, poi, per una “presuntiva mancanza di stima e composizione preventiva, sia della qualità del servizio offerta dalla società in house , sia dei costi medesimi rispetto a qualità e costi offerti dal mercato per la stessa tipologia di beni e/o servizi”.

La mancata stipulazione preventiva dei contratti di servizio – aggiunge la Corte - può determinare, inoltre,una non corretta programmazione economico–finanziaria laddove, all’atto della determinazione dello stanziamento di spesa, non venga, in mancanza di contratti di servizio, adeguatamente stimato l’onere economico connesso, come avvenuto per i mesi di novembre e dicembre 2013 e per le annualità precedenti”.

Non è questa la sede per stabilire quanti siano i contratti di servizio non stipulati a Benevento e se questo comportamento conduca alla dichiarazione di grave inadempienza contabile, ai sensi dell’art 148 bis del Testo unico degli enti locali, perché questo è compito di un organo giurisdizionale, nel caso del comune di Bracciano in sede di controllo, ma esaminare se una inadempienza del genere possa essere invocata da un cittadino in sede di contenzioso e quale effetto possa produrre, se eccepita, in un giudizio tributario o in un procedimento di competenza di altri organi amministrativi.

L’assenza del Piano finanziario (necessario per determinare le tariffe per il servizio rifiuti e il contratto di servizio, che per la Corte appare essere propedeutico alla stesura del Piano perché questo contiene anche altri costi diversi da quelli contenuti nel contratto di servizio) non ha sortito effetti presso il Giudice tributario, CTP Benevento sentenza n. 1121/2/16. Il giudice di merito ha detto che sull’assenza del Piano si sarebbe dovuto pronunziare il giudice amministrativo non potendo intervenire in via incidentale. Altri contribuenti in altre città, per ottenere il riconoscimento all’annullamento o al giusto calcolo della tassa in via incidentale, sono stati costretti a rivolgersi alla Cassazione, giudizio costoso, che si è più volte pronunciata favorevolmente (Per ultima Sezioni riunite n. 6265/2006) , in primis Cassazione, n. 4567 5/3/2004).

Il Testo unico non prevede sanzioni e la Corte ha l’obbligo di inviare i rilievi al Consiglio comunale che ha approvato il Conto con il parere, probabilmente favorevole, dei revisori. Il cittadino che ritiene di aver subito una tassa di dubbia legittimità, dunque, pur in presenza di un autorevole giudizio del massimo organo giurisdizionale sulla regolarità dei conti che acclara la necessità del contratto di servizio e del Piano finanziario, non sa come difendere il proprio diritto a ricevere una giusta tassazione. Sulla sentenza n. 1121/2/16 della Commissione tributaria di Benevento è intervenuto anche Il Quotidiano del Fisco del 20.01.2017 a commento della sentenza con il seguente titolo: "FISCO E SENTENZE/ CTP Benevento: regolari le Tariffe rifiuti anche senza approvazione del Piano Finanziario".

Aggiungo anche senza il contratto di servizio. In verità, il sistema prevede che in assenza del Piano, al fine di evitare un vuoto di entrate, siano applicate le tariffe dell’anno precedente. Ma a che serve un sistema giuridico simile che non prevede sanzioni, sarebbe meglio dire correttivi, applicabili a tutela della regolarità giuridica?

Definire l’irregolarità senza prevedere i correttivi e come non prevedere l’irregolarità. La Corte, quindi, accerta la grave irregolarità contabile e rinvia al Consiglio comunale che ha approvato l’irregolarità. L’art. 142 affida al Ministero dell’interno la sanzione per violazione di leggi che, nel caso che si commenta, non fu rilevata, meglio, ignorata dal Ministero delle Finanze. Per dirla alla Rodotà: “Se non esiste qualcosa come i giuristi e istituzioni rappresentativi di una unità, se non di risultato almeno d’intenti, il diritto è distrutto e, invece di contribuire alla convivenza, alimenta la discordia”.

Tornando sul concreto, sulla tassa del Comune di Benevento sui rifiuti di quest’anno, andrebbe comunicato al contribuente che, a seguito della sentenza del Consiglio di stato che ha riconosciuto legittimo l’aumento della tariffa della Provincia di Benevento, la tassa forse aumenterà, per il semplice motivo che il pagamento alla Provincia da parte del Comune cittadino è stato eseguito sulla base della tariffa antecedente la sentenza, pe runa cifra che è la metà dell’importo dovuto ( Comune di Benevento determina n 169/2017).

In ogni caso, deve ancora essere stipulato il contratto di servizio per l’anno 2016 e , immagino, del 2017, come si evince dalla determina n 439/2017, il che impedisce qualsiasi forma di controllo analogo.
Mancando la descrizione del contenuto del servizio e gli obblighi contrattuali, è impossibile verificare il rispetto fra ciò che è previsto e ciò che è stato fatto. L’unica cosa che si potrà fare è scrivere un contratto con un contenuto identico a ciò che è stato già eseguito.

Infine, il comportamento adottato quest’anno sul Piano finanziario, pubblicato, con grande ritardo, credo a lettere di invito a pagare già inviate, non contribuisce ad alimentare la convivenza, ma la conflittualità.