Sedute di Consiglio insipide, in attesa di quelle sulle dimissioni di Sguera e sul flop di Mastella sulla mensa scolastica

- Politica Istituzioni IlVaglio.it
Vincenzo Sguera
Vincenzo Sguera

A breve distanza dalla precedente, palazzo Mosti s’appresta a vivere una nuova seduta di Consiglio comunale. Che avrà alle spalle una serie di fibrillazioni politiche in ogni schieramento (tranne il M5S) e all’ordine del giorno variazioni di bilancio non proprio improcrastinabili (perché da esse non dipendono le sorti dello strumento economico dell’Ente, ma servono a mettere ordine fra i vari capitoli) e, di maggior rilievo, l’avvicendamento fra i banchi di Fausto Pepe con Cosimo Lepore, primo dei non eletti della lista Lealtà per Benevento. E’ un atto dovuto, che viene magari in ritardo di una seduta per accidenti di… comunicazione da parte dell’ex sindaco.

Non c’è, in discussione, ma non avrebbe affatto dovuto tardare, la regola etica delle dimissioni di Vincenzo Sguera dalla carica di vicepresidente dell’assemblea, ruolo tradizionalmente inteso come di ‘garanzia’ e solo per questo appannaggio di un esponente della minoranza consiliare. Quale appunto Sguera, approdato in maggioranza con Forza Italia, più non è. All’ex candidato con Benevento Popolare al fianco del candidato sindaco del centrosinistra Raffaele Del Vecchio sono giunte sollecitazioni politiche in tal senso dallo schieramento che s’oppone a Mastella. Tutte giuste, ma rimaste finora lettera morta. Certo perché la sede opportuna in cui formalizzare la decisione viene ritenuta quella assembleare, ai sensi dello Statuto comunale (articolo 19: “Le dimissioni del Presidente o del Vice Presidente del Consiglio sono presentate in forma scritta al Consigliere anziano, sono irrevocabili ed hanno efficacia dalla loro comunicazione al Consiglio stesso”), ma un’inclinazione al gesto, venuta pure prima di qualunque fatidica data, avrebbe dato maggiore forza e credibilità al cambio di casacca accompagnato qualche giorno dopo anche dalla nomina a coordinatore cittadino dei berlusconiani.

Sempre proseguendo nella lettura del citato articolo 19 dello Statuto, s’apprende che per l’elezione della nuova carica “il Consiglio deve essere riunito entro dieci giorni dalla comunicazione delle dimissioni”. Dunque, se da Vincenzo Sguera verrà rapidamente – come è auspicabile – il bel gesto delle dimissioni, l’assemblea dovrà tornare a riunirsi per designarne il successore, da individuare fra i consiglieri di minoranza, come da bon-ton istituzionale. E, possibilmente, da individuare nella componente femminile (Farese, Fioretti, Varricchio) per il comprensibile motivo di pari opportunità almeno - in parte - praticate.

Persa l’occasione dell’assise del 9 ottobre, inoltre, e magari scavalcate altre fatidiche date (11/12 ottobre per pronunciamenti giudiziari vari, sul servizio mensa e dintorini), potrebbe cogliersi quella di una muova assemblea (Vincenzo Sguera volendo) per celebrare – come hanno giustamente messo in evidenza i Pentastellati Marianna Farese e Nicola Sguera e il capogruppo del Pd Francesco De Pierro – un Consiglio comunale ‘aperto’ sulla mensa scolastica. Perché l’amministrazione goda di un palco istituzionale per illustrare in maniera compiuta coma ha inteso muoversi sulla scivolosa vicenda. E anche perché sia i destinatari dei provvedimenti della Giunta Mastella che chi tale decisioni ha avversato possano fruire della medesima esposizione per un dibattito che evidenzi i limiti emersi: pubblicamente, confrontandosi in sede consiliare, e non solo a mezzo stampa.