La versione finale “grillina” di Mastella e le baruffe tra i banchi del Consiglio Comunale

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L'antefatto (l'ultimo in ordine di tempo) è la più classica delle storie di palazzo (Mosti): veti incrociati (Forza Italia - Alternativa Popolare); passaggi di casacca (con la nascita di AP, appunto); richiesta di visibilità (leggasi deleghe e poltrone). La troppa agitazione intorno a tali vicende e il conseguente interesse dei media locali, giunto fino all'ascolto con l'orecchio incollato alla porta, hanno dettato la necessità di una posizione netta e ufficiale del sindaco di Benevento Clemente Mastella. Il quale, infatti, ha chiuso la prima settimana di quest'agitato ma non rivoluzionario ottobre diffondendo una nota piuttosto articolata.

Testo che è, indubbiamente, di gran conforto per gli amministrati. L'uso della comunicazione non s'improvvisa e Mastella è in grado di spendere e scrivere parole tali da indirizzare l'attenzione della gente là dove desidera: quale elettore, quale cittadino resta insensibile dinanzi ad un proclama che è al tempo stesso progetto (poco importa poi se verrà realizzato o meno) come: “Per me prima viene Benevento e il suo prestigio da rispolverare, poi tutto il resto”?

Il sindaco, insomma, si tira fuori e si pone al di sopra delle beghe per i posti di potere, reale o presunto che sia (“...nessuno si sorprenda del mio disinteresse per questi valzer: io non ho pregato e non prego nessuno”), facendo risaltare la sua funzione quasi demiurgica: “Il mio impegno a favore di Benevento è nato e si articola con il solo obiettivo di risollevare la città”.

I cittadini, pertanto, scoprono finalmente – e magari per la prima volta – la figura che ragiona in termini “assoluti” di bene pubblico, quasi allontanando da sé anche il pur minimo riflesso del “politico” di professione e ritornando, con bello e soprattutto tempestivo stile, a rappresentare il paradosso dell'uomo “nuovo” che ha ammaliato gli elettori nell'avere ragione Del Vecchio governo della città.

In questa sua dichiarazione di abiura della politica politicante, chi osserva potrebbe giungere alla conclusione che il Mastella maestro dell'arte della mediazione e degli equilibri(smi) profusi in decenni e decenni di carriera di Palazzo abbia lasciato, infine, il posto a una maturità crepuscolare esente da sottigliezze ed interdizioni: “Ribadisco, per me c’è la città al primo posto che attende risposte e fatti concreti”.

In realtà è difficile non leggere in controluce ben altro, quando il sindaco, con un guizzo (sornione) nel testo, si riappropria in pieno della sua sperimentata abilità di tessere o disfare: “Anche io, un po’, nel caso proverò a giocare sul tavolo della politica”.

E ne ha certo più titolo rispetto all'intera compagnia che lo affianca, dalla quale si solleva per più d'una spanna e che gli è stata solo utile col suo serbatoio di voti a valicare il primo turno delle amministrative, lasciando che poi, nel ballottaggio, fossero il suo “nome” e il centrosinistra in disarmo a lavorare per la vittoria finale.

E così, quando dinanzi al campionario basico ma elementare delle fibrillazioni fra partiti, gruppi, consiglieri che lo affiancano e che a loro modo s'agitano, scalpitano, s'affannano, ricorda l'altrettanto elementare logica della democrazia, e cioè che “non si dovessero più riscontrare i rapporti numerici che hanno deciso gli elettori, non avrei difficoltà a prenderne atto”, dice alle sue truppe di darsi – al termine della giostra che appassiona molta parte della stampa - una calmata, se hanno intenzione di continuare a sedere sui banchi consiliari e partecipare del governo della città.

In un caso riaffermando, in virtù comunque di esperienza e spessore innegabili, una variante autocratica in un sistema democratico; nell'eventuale altro presentandosi come un sindaco integro ma sconfitto dagli appetiti e dalle manovre della bassa politica. Il che gli permetterà di ripresentarsi agli elettori nell'ultima e certo gradita veste di radicale riformatore dei meccanismi perversi dell'amministrazione della cosa pubblica: una specie di versione finale “grillina” di Mastella.