La drammatica situazione finanziaria dell'ASIA, a rischio fallimento, scoperta solo ora nonostante le puntuali denunce

- Politica Istituzioni IlVaglio.it

Viene fuori dalle parole spese proprio dal Comune attraverso una nota ufficiale che il forziere contenente i gioielli di faniglia ha corso ancora, forse corre ancora, un rischio. Rischio fallimento. Stavolta per l'Azienda Speciale Igiene Ambientale, l'Asia Spa amministrata da Donato Madaro, individuato in avvio del mese di settembre dal sindaco Mastella attraverso un bando pubblico come sostituto di Bernardino Quattrociocchi. La comunità beneventana, già colpita al cuore dalla dismissione della sigla Amts, familiarizza ora appunto con il risultato dell'assemblea ordinaria di Asia, che parla – in breve (così come in breve s'è espresso il comunicato di palazzo Mosti) – di una perdita di esercizio, cioè di un rapporto nel quale i costi sono superiori ai ricavi, maturata al 31 agosto scorso, cioè in otto mesi, pari a tre quarti di un milione di euro (oltre 90.000 euro al mese, col segno negativo). Un buco, vista la frequenza del passo, destinato a crescere nel corso dell'ultimo quadrimestre, secondo una proiezione che “sarebbe stata di circa 1.300.000,00 euro a fronte di un capitale sociale di 1.000.000,00 di euro”, dice l'ente locale e anche la matematica.

Proprio per evitare di intaccare detto capitale sociale e, “conseguentemente, di scongiurare il rischio di un’eventuale procedura fallimentare”, la riunione ha prodotto un risultato classico: taglio dei costi, in soli quattro mesi, per almeno 400.000,00 euro, intervenendo su risorse-lavoro, compensi ai nominati, trasferimento della sede all'ex Laser. Un contenimento (“razionalizzazione” scrive il comunicato) che – specifica la nota - non ha impedito, comunque, all'amministratore di affidare un incarico – c'è da supporre non gratuito - “per la redazione di un piano industriale (finora mancante)” del quale proprio ora si è avvertito l'impellente bisogno.

Alla riunione, oltre all'amministratore Madaro e al sindaco Mastella, cioè alla rappresentanza della “proprietà”, ha preso parte anche Maria Carmela Serluca, assessora comunale al “Controllo analogo”. Una delega pesante: significa che l’ente locale esercita sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi. Bene, i risultati sono quelli ricordati dalla nota del Comune.

Possiamo comunque con certezza escludere dalla rosa dei colpevoli del profondo rosso dell'Asia i cittadini. Almeno quelli onesti, e ci sono. La norma dice: “I costi per i servizi relativi alla gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti di qualunque natura o provenienza giacenti sulle strade ed aree pubbliche e soggette ad uso pubblico, sono coperti dai comuni mediante l'istituzione di una tariffa”. Nel tempo si è chiamata Tarsu, Tares, oggi Tari. Il pagamento come corrispettivo all'azione “ambientale” di Asia permette di considerare in pareggio questa voce di bilancio, fatto salvo il malcostume (nazionale, non solo locale) dell'evasione, nel settore piuttosto elevata: una rilevazione di qualche anno fa parlava, nel complesso, di un 45% della platea dei contribuenti beneventani abbonata alla gratuità... Qui, a proposito, ritorna il “controllo analogo”: stavolta sulla capacità di riscossione dell'ente di Palazzo Mosti. Ognuno può giudicare. Come ognuno, a proposito di corrispettivo da parte del contribuente, può giudicare l'immagine della città per quanto attiene alla sua pulizia.

Dunque, sguardo rivolto almeno altrove per quest'Asia un po' meno gioiello di famiglia come si lasciava presupporre. Le risposte non sono venute dalla nota ufficiale, né dai protagonisti. Ovvero dagli interlocutori istituzionali chiamati a darle, all'opinione pubblica. Speriamo che non li anticipi, con la consueta competenza, il “solito” Pompeo Nuzzolo sul Vaglio.it...