Legambiente, XVIII Ecosistema Scuola: mancano i dati, non c'è Benevento

- Scuole Università IlVaglio.it
foto di repertorio
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E' stato presentato nella giornata di mercoledì 18 ottobre, a Roma, nel corso del secondo Forum Scuola Innova, il XVIII Ecosistema Scuola di Legambiente. Che, si legge nella nota dell'associazione pubblicata sul sito ufficiale della stessa, "fa il punto sulla sicurezza degli edifici scolastici italiani e punta il dito contro le mancate promesse dell’anagrafe scolastica - fondamentale per pianificare risorse ed interventi - che risulta ancora incompleta e imprecisa, incapace di dare informazioni utili per una messa in sicurezza degli edifici che ospitano ogni giorno studenti e personale scolastico, nonostante un territorio fragile e la mancanza di manutenzione diffusa".

"In sintesi, oltre il 41% degli edifici scolastici (pari a 15.055) si trova in zona sismica 1 (che è quella della provincia di Benevento, Ndr) e 2, cioè a rischio di terremoti fortissimi o forti; il 43% di questi risale a prima del 1976, e cioè a prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica; solo il 12,3% delle scuole presenti in queste aree risulta progettato o adeguato successivamente alle tecniche di costruzione antisismica. In quattro anni finanziati 992 progetti tra interventi per adeguamento sismico e nuovi edifici, di cui solo 532, pari al 3,5% del totale, in aree a rischio elevato. Di questo passo occorreranno altri 113 anni per mettere in sicurezza le scuole nelle aree più fragili del Paese".

Fin qui, appunto in breve perché il dossier è interessante ancorché molto articolato (si vada al link: https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/ecosistema_scuola_2017.compressed.pdf), il dato di carattere generale. Che magari si vorrebbe rapportare al particolare... Leggiamo, ad esempio, qualche passo del quadro tratteggiato per la Campania: "Una regione con il 90,5% degli edifici a rischio sismico, costruiti solo per il 19,8% secondo criteri antisismici, con solo il 28,5% degli edifici in cui è stata eseguita la verifica di vulnerabilità sismica. Un patrimonio edilizio vecchio, se si considera che il 61,2% risulta edificato antecedentemente alla normativa antisismica del '74 e che ve e più di un edificio su due (57%) necessitare di interventi urgenti di manutenzione. Esigenza che non viene assolutamente soddisfatta sia dagli stanziamenti per la manutenzione straordinaria che per quella ordinaria, visto che per entrambi siamo di molto al di sotto della media nazionale". Eccetera (non piacevole).

Ma attenzione: "Anche quest'anno i dati della Campania sono relativi ai soli comuni capoluogo di Avellino, Napoli e Salerno visto che Benevento e Caserta da alcuni anni non ne presentano". Come sempre, c'è qualcosa di cui andare fieri, oltre l'ignoranza sulla effettiva portata del fenomeno...