Valeria Fedeli e "la cronistoria di un convegno visto da chi lo ha organizzato"

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Delli Veneri, dell'FLC Cgil
Delli Veneri, dell'FLC Cgil

Non è la brevità il dono della nota diffusa ai 'media' da Vincenzo Delli Veneri, già responsabile della FLC Cgil di Benevento, cioè quel 'ramo' sindacale che ha organizzato l'appuntamento con Valeria Fedeli, ministro della Pubblica istruzione, poi finito nel modo che sappiamo e che la stampa, anche nazionale, ha ampiamente riportato (leggi). Dato il clamore dell'evento, Delli Veneri ha avvertito la necessità di una "cronistoria" dell’importanza di un convegno "vista dalla parte di chi lo ha organizzato", giocoforza particolareggiata...

Ecco il suo testo, integrale. "Arrivato il grande giorno: la Ministra Fedeli a Benevento per confrontarsi sulla difficile situazione dell’istruzione nel Sannio. Tutto il Sannio era invitato e poteva prender parte al convegno: tanti manifesti per la città e in tutte le scuole del Sannio. Abbiamo organizzato l’incontro con tanto impegno, mettendo assieme chi avrebbe illustrato le problematiche (Rappresentante degli studenti, Presidente Provincia, Rettore Università) con chi avrebbe dovuto raccogliere la sfida per determinare un cambiamento possibile (Assessore regionale e Ministra), in qualche caso suggerito proprio nella relazione introduttiva al convegno. Parterre gremito nonostante l’annuncio della manifestazione di protesta da parte di chi non si è sentito invitato (?) che ha scoraggiato o impedito a qualcuno di esserci. Saluti, con anticipo delle problematiche sul tappeto, da parte della Segretaria della Camera del Lavoro di Benevento, e relazione puntuale da parte del Segretario della FLC di Benevento che ha affrontato le criticità della scuola, dell’università e del conservatorio.

È ingeneroso per chi non ha partecipato all'iniziativa lanciare giudizi e strali verso chi si è sporcato le mani per organizzare una cosa difficilissima per una provincia e una Cgil piccola come quella di Benevento. L’auditorium pieno, le tante foto lo testimoniano, non di dirigenti della CGIL, ma di gente di scuola… docenti personale ata, dirigenti, e di questi sì, tanti iscritti alla Cgil. Non ho notato presenze di riconducibili al PD, ma non abbiamo chiesto all’ingresso né la tessera PD né quelle della Cgil. Nessuno ha mancato di garbo o di rispetto verso la Ministra durante la sua, pur breve, permanenza a Benevento. Chi sostiene che la Cgil a Benevento sarebbe a favore della Buona scuola è male informato (ma non potrebbe essere il caso perché lo dice chi fa parte del mondo dell’informazione) o mente. La Cgil ha fatto a Benevento tutti i presidii possibili e immaginabili contro la Buona scuola, scioperi, manifestazioni, flash mob, fiaccolate... è stata persino più volte davanti al Senato a manifestare per scongiurarne l'approvazione, anche il giorno fatidico in cui è stata votata. Lo sanno tutti i dirigenti scolastici della provincia a cui abbiamo contestato tutto il contenuto della 107 (bonus, scelta dei docenti, comitato valutazione...) con assemblee in tutte le scuole della provincia...(quando dico tutte significa tutte!).

Sull'alternanza scuola lavoro, non oggi quando qualcuno se ne è accorto, ma il 5 aprile del 2016, abbiamo fatto un seminario al Liceo Scientifico Rummo, a cui hanno partecipato 150 tra docenti, personale della scuola, dirigenti scolastici, aziende, studiosi della materia, per allertare tutti sulle grosse difficoltà prodotte dall'introduzione dell'ASL nelle scuole. Forse qualcuno di quei ragazzi che oggi protestano e che quel giorno hanno visto il manifesto di quella iniziativa, almeno qualcuno di quella scuola (ma i manifesti erano in tutte le scuole), avrebbe potuto chiedere, allora, una informazione e/o formazione sulla materia? Rispetto all'organizzazione di questo convegno, che ho vissuto in prima persona, non vi dico quante difficoltà ed ostacoli si sono dovuti superare per arrivare al 20 ottobre a quella “cosa” che qualcuno ha definito autoreferenziale. L'incontro era stato fissato in un primo momento per il 7 luglio. Quel giorno la Ministra era impegnata, ci fu proposto una videoconferenza, ma siamo riusciti a far comprendere la necessità della presenza fisica della Ministra per rappresentare e confrontarsi sulle criticità del Sannio sul complesso mondo dell'istruzione e ci fu data, come prima data utile, il 20 ottobre. Non c’è quindi alcun nesso con la manifestazione degli studenti del 13 ottobre.

Il titolo è stato sempre quello, come gli invitati, da marzo quando per la prima volta abbiamo contattato la Ministra che nella sua precedente vita da sindacalista, era stata nel Sannio per la crisi del polo tessile di Airola, apprezzando i compagni del Sannio, con cui aveva stretto un’amicizia. Allora, come questa volta, ad essere invitati per rappresentare gli studenti (si quelli medi) sono stati i membri della consulta. A loro ci siamo rivolti, anche questa volta, certi che l’intervento di un rappresentante eletto avesse un valore intrinseco da prendere in considerazione nell’operare le scelte. La studentessa a cui ci siamo rivolti ha declinato l'invito perché in scadenza di mandato, e non ha saputo o voluto indicarci alternative alla sua presenza. Poi ci siamo rivolti agli studenti universitari e, quindi, ai loro rappresentanti. Comunque, abbiamo affisso manifesti in città ed in tutte le scuole della provincia. Capisco che nella società dell'apparire è difficile rinunciare al protagonismo. Immagino che se non ci si fosse voluti mettere in mostra convocando una manifestazione nello stesso giorno e nella stessa ora dell’iniziativa della Flc nessuno avrebbe fermato uno studente che andava ad ascoltare la "sua" Ministra, semmai insieme al "suo" docente, al "suo" collaboratore scolastico... E, una volta nella sala, sarebbe stato possibile chiedere cortesemente di intervenire: nessuno avrebbe negato di intervenire a nessuno.

Per confutare la tesi dell'autoreferenzialità provo a far presente che non avevamo inviato alcun comunicato stampa, come in genere si fa, proprio perché non ci interessava apparire, ma ci interessava proporre agli invitati le questioni della “conoscenza” nel Sannio, corredate da una serie di proposte di soluzioni a cui non potevano rispondere che quelle figure individuate, e non potevamo sceglierne non "parrucconi" (come è stato definito uno dei relatori) perché è col Presidente della Provincia che si definisce la rete scolastica provinciale che viene poi approvata dalla regione Campania, è a lui che va chiesto conto della sicurezza nelle scuole e dello stato dell'edilizia scolastica degli Istituti superiori. E' col Rettore con cui confrontarsi per parlare dello stato dell'Ateneo del Sannio e del suo auspicato rilancio. È con l'Assessore regionale con cui parlare di diritto allo studio e ancora di rete scolastica. Ed è col Ministro con cui parlare di cambiamento delle politiche sull'istruzione per riequilibrare risorse, competenze ed opportunità a favore del nostro territorio. Per mettere assieme questo complicato puzzle, che risulta difficile anche solo da descrivere, non immaginate l’impegno…invece mi è stato appioppato l’appellativo di “bodyguard” per aver chiesto a qualche solerte giornalista che aveva inchiodato la Ministra appena arrivata chiedendole quali gli argomenti da affrontare nel convegno (???) di lasciarla entrare, perché già in ritardo, sapendo che non si sarebbe trattenuta oltre le 18.00: i tempi erano già stretti per svolgere tutto il programma stabilito e concordato con l'Ufficio cerimoniale della Ministra.

Anche qui vanno difesi i tempi e gli spazi dei giornalisti e non di chi ha organizzato, degli interventi e dell’intera sala! Sono stato anche minacciato di non avere più spazi sulla stampa, ed effettivamente le testate di riferimento hanno riportato il teatrino della Fedeli con gli studenti e non le problematiche poste dalla FLC nella puntuale relazione. In verità alla domanda dei giornalisti sugli argomenti da dibattere, la risposta della Ministra era stata di non sapere gli argomenti dell'incontro e la cosa ha lasciato alquanto perplesso visto che la relazione del segretario della FLC di Benevento era stata inviata all'Ufficio cerimoniale, e con loro era stato concordato manifesto e invito dell'iniziativa. All'arrivo sul palco la Ministra ha salutato tutti con cordialità. Si è un po' rabbuiata quando ha sentito le puntuali segnalazioni di difficoltà e di allarme per le problematiche del Sannio contenute nella relazione del segretario FLC. Ma non è stato percepito alcun segnale che facesse intravvedere l'epilogo successivo. Sono intervenuti sia la Segretaria nazionale della FLC che il rappresentante degli studenti. Nel frattempo, preoccupata per il vociare esterno alla sala e sollecitata dai Dirigenti della polizia, che sorvegliavano la manifestazione degli studenti, la segretaria della Cgil aveva incontrato gli studenti che protestavano che le avevano chiesto di intervenire per rappresentare la loro posizione sull'alternanza scuola lavoro (riprese a testimonianza). Mentre interveniva il Presidente della Provincia, la segretaria Galdiero si è avvicinata alla Ministra chiedendole in un orecchio, se fosse stato possibile un intervento di un rappresentante degli studenti medi. La Ministra, borbottando (uso un eufemismo, chi era vicino ha sentito bene i suoi toni sopra le righe), ma di sua volontà, si è alzata e si è precipitata verso l'uscita dell'auditorium dicendo che preferiva incontrare gli studenti. Ricostruiremo con le riprese dei tanti operatori presenti come ha motivato questa scelta la Ministra.

Tutti i presenti sono rimasti all'inizio interdetti, ma poi hanno applaudito per la scelta la Ministra. Dopo i quindici minuti di confronto con gli studenti, la Ministra è rientrata e tutto l'auditorium ha compreso quanto detto precedentemente dalla Ministra solo quando la stessa, dirigendosi verso la il tavolo della presidenza, ha accennato un saluto con la mano ed ha imboccato l'uscita verso il luogo in cui era l'auto che l'attendeva, per poi scomparire in direzione Roma.

Il convegno è continuato in sua assenza, con una sola sottolineatura per l'inspiegabile abbandono del convegno da parte di chi ha avuto il suo intervento interrotto dall'iniziativa della Ministra. Gli interventi del Rettore e dell'Assessore Fortini sono stati molto puntuali ed appropriati per affrontare gli argomenti posti sul tappeto dall'intervento del Segretario della FLC. A chi sostiene l’inutilità dell’iniziativa lascio la lettura della relazione del Segretario della FLC. Solo alcuni esempi per capire se dovessimo rivolgerci o no alla Ministra: superare il limite numerico dei 600 alunni per l’attribuzione del Dirigente e del Direttore dei servizi generali ed amministrativi; come non dare in proporzioni stesse risorse ad una scuola di Napoli e a quella di San Bartolomeo in Galdo; come evitare che una scuola dimensionata sia senza Dirigente da quattro anni; come avere un servizio di trasporto gratuito non solo da Telese a Benevento, da Airola a Benevento, da Benevento a Napoli e non da Pontelandolfo a Morcone o a Colle Sannita; come garantire le risorse per la sicurezza di tutti gli edifici scolastici, anche in ragione degli eventi sismici e alluvionali a cui il nostro territorio è soggetto; come garantire le attrezzature necessarie alla realizzazione dell’offerta formativa in un Liceo Musicale o uno Sportivo e non dotarlo degli spazi (aule, laboratori, palestre, auditorium…) e attrezzature (strumenti musicali o sportivi); come recuperare il tempo pieno che sta scomparendo nella citta di Benevento ed assicurare una solida formazione al pensare, e, non meno importante, garantire posti di lavoro nella scuola e nei servizi; come avere una università possa divenire accessibile anche ai meno abbienti, per realizzare l’ascensore sociale declinato nella Costituzione; come fare per avere residenze universitarie in una città che di queste ad oggi non ne ha neanche una; come superare l’impasse per cui nessun bus di città passa dinanzi alle sedi universitarie. Forse valeva la pena partecipare al confronto!

E poi ci sono sempre quelli pronti a dire che la CGIL non rappresenta più nessuno e che solo l'antagonismo conta. Mi spiegassero questi dotti "vidicoiolaveritàvera" in ragione di quale ragionamento dovrebbero contare trenta studenti su una popolazione di 7.624 studenti delle scuole superiori di Benevento città (sono 14.553 in tutta la provincia) e 300 persone, tutte provenienti dal mondo della conoscenza (su 6.324 lavoratori della provincia) non rappresenterebbero nessuno? Solo per continuare a sostenere che la CGIL non conta? Questi pontificatori sono quelli che all'occorrenza sono i primi a chiedere consulenze ai "volontari" della FLC appena hanno un piccolo problema a scuola... A quei volontari che contribuiscono con le loro trattenute anch'esse VOLONTARIE a ché la CGIL continui ad esistere anche dopo i primi 111 anni di vita, anche avendo commesso tanti errori. E che continui a difendere il lavoro ed i lavoratori... anche quelli che vengono in CGIL e credono di essere all'anagrafe del comune per chiedere il certificato di nascita, senza sapere che sforzo deve compiere una organizzazione complessa per poter tutelare diritti singoli e collettivi, di chi lavora e di chi il lavoro non ce l'ha, di chi è pensionato e di chi è studente... E pur di sostenere questa tesi arrivano a difendere la “democratica” Fedeli, per il fatto che si sia fermata a parlare con gli studenti, abbandonando i "dotti". La verità è che è facile demagogia quella di fermarsi a parlare con gli studenti informalmente sui gradini della chiesa (bella scena mediatica da riprendere per gli attenti giornalisti), senza assumere un impegno concreto e senza risolvere niente... o pensate davvero che verrà nelle scuole a spiegare (Lei?) ai vostri docenti come si fa l'alternanza scuola lavoro? È stata solo l’alibi per abbandonare la poltrona scomoda in cui l'avevamo fatta sedere, scomoda per i problemi che le avevamo posto e a cui avevamo suggerito anche soluzioni che lei non ha voluto assumere fuggendo. Facile demagogia stile Renzi, quella per cui oggi è con i risparmiatori dopo tutto quello che ha fatto con le banche".