Fedeli alla linea... più o meno. Polemica a Benevento tra passati e presenti sindacalisti della CGIL

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Valeria Fedeli a Benevento
Valeria Fedeli a Benevento

E' stata puntuale nella scansione, quasi oraria, di tutti gli accadimenti, la ricostruzione (qui pubblicata integralmente) del segretario provinciale della FLC Cgil, Vincenzo Delli Veneri, sulla visita lampo di Valeria Fedeli a Benevento, per la quale si lavorerà pure di moviola per mettere in fila le immagini. Vista l'eco mediatica della giornata, è stata di certo motivata – alla luce della lunga ed appassionata militanza di Delli Veneri – dalla necessità di far rintoccare l’altra campana, facendo quadrato attorno all’organizzazione, posta “sott'attacco” da parte della stampa in alcuni articoli d'opinione, collaterali alla cronaca dell'estemporanea, e pure vana, chiacchierata fra la Ministra ed una rappresentante dello sparuto gruppo di studenti medi che protestava all'esterno ma tenuto ben lontano dall'auditorium Sant'Agostino.

Il suo rispettabile punto di vista, ancor più rispettabile alla luce dei contenuti del convegno discussi solo in parte con la Ministra andata via dopo l'incontro con gli studenti, intende fotografare da altra angolazione la difficile realtà organizzativa. E diciamo pure che la logica nuovamente frontista del sindacato ha dovuto sbattere contro la realtà di un personaggio politico di primo piano, esponente del Governo in carica, che sarebbe stata – nell’interpretazione di Delli Veneri - poco propensa ad accettare le critiche preferendo la copertina dell'ascolto sulle scale. E’ probabile che la stessa Cgil sia rimasta un bel po' sorpresa, non avendo messo in conto che la capacità d'ascolto del passato da sindacalista (pure Cgil) di Fedeli potesse trasformarsi nel tempo e con alti incarichi in insofferenza istituzionale: di qui rimostranze “pubbliche” con tanto di lettera aperta della segretaria provinciale Cgil Rosita Galdiero all’indomani dei fatti e poi appunto il racconto di chi c’era ed ha attivamente partecipato nell’allestimento del convegno (Delli Veneri).

Prima ancora che opinabili considerazioni sui “pontificatori” ammalati di inguaribile ipocrisia (tema sul quale non è corretto addentrarsi per l’assoluta genericità dell’assunto), c'è un pizzico di risentimento, nelle parole di Delli Veneri, contro quella parte di stampa che ha inteso porre in evidenza l'episodio del contatto Ministra-contestatori. E’ una libera scelta, intanto, sulla quale nel reciproco rispetto dei campi d’intervento vale – e ci mancherebbe - un diritto di critica, ma in fondo non avendo “inviato alcun comunicato stampa, come in genere si fa, proprio perché non ci interessava apparire” la replica è apparsa fin troppo stizzita rispetto al rilievo ritenuto mediaticamente più ricco di succo giornalistico della Ministra sulle scale rispetto al piatto riferire di una sequenza di problemi, tutti reali per carità, che non avrebbero avuto alcuna soluzione, se non la mera soddisfazione dell'ascolto d’alto rango istituzionale e il successivo, prevedibile cadere nel vuoto di legittime aspettative territoriali (che pare pure una buona spiegazione alla credibilità di una minoranza antagonista). Dunque, l'iniziativa all’Auditorium si caratterizzava come di parte e serviva a legittimare appunto la parte nel suo ruolo di interlocutore efficace, ma la cosa è scivolata via dalle mani di chi l'ha organizzata, invece.

Intanto, l'arma migliore per depotenziate una politica sulla scuola non condivisibile è non sostenerla nell’urna la prossima volta (sarà d’accordo il presidente PD della Provincia Claudio Ricci?), poi entra in gioco anche la difficile realtà in cui si muove la Cgil, il suo dibattersi (annaspare) fra l’essere ora di lotta e ora di governo (ne abbiamo a suo tempo già scritto sul Vaglio.it). Plasticamente rappresentata in questa circostanza non dalla biliosa narrazione giornalistica locale, ma da altra ricostruzione, a cura del portavoce della Ministra Valeria Fedeli. Simone Collini, infatti, in un testo pubblicato, oggi, 23 ottobre sul Mattino dal significativo titolo “La ministra Fedeli e la sosia della segretaria di Cgil, Galdiero” pare quasi rispondere, pur non avendola certo letta, alla cronistoria di Delli Veneri. Mettendo in evidenza, non senza risparmiarsi nell’uso dell’ironia, la personalità “multipla” della segretaria provinciale sannita. Che riflette le oscillazioni della parte sociale rappresentata.