Domenica arriva la Lazio al 'Vigorito': lo stadio del Benevento risponda all'appello 'Siamo tutti Anna Frank'

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Anna Frank
Anna Frank

Il caso questa volta veste i panni del calendario del massimo campionato di calcio, in cui, con fortune che non possono certo definirsi finora alterne, sta militando anche il Benevento. Il caso, infatti, che segue i tormenti societari e i cambi tecnici e il turno infrasettimanale del torneo, pone sulla strada dei giallorossi, allo stadio Ciro Vigorito, all’ora di pranzo (12.30) dell’ultima domenica di ottobre, la Lazio. Proprio la società biancazzurra, parte della cui tifoseria è finita al centro di una marea di polemiche, oltre che di un'ondata di indignazione, a causa dell’atteggiamento “goliardicamente” discriminatorio contro gli ebrei.

Domenica sera, alcuni tifosi laziali ospiti occasionali nella curva romanista, perché la propria proprio per cori razzisti era stata chiusa, vi ha affisso squallidi adesivi con l’immagine di Anna Frank (una ragazza che, come milioni di altri ebrei e solo perché tali, è stata deportata e uccisa a 15 anni in un campo di concentramento dai nazisti) con la maglia della Roma, la squadra capitolina rivale, e altri adesivi con frasi come “romanista ebreo” o “romanista Aronne Piperno”, nonché altri tipi di ingiuriose scritte antisemite.

Fiancheggiata, sempre causa la casualità del calendario, dalla Marcia antifascista dell’Anpi del 27 ottobre (vigilia del tunnel antistorico imboccato dal Paese nel secondo quarto del secolo scorso), che a Benevento si tradurrà in un appuntamento dando la parola alla Costituzione, frutto eternamente maturo della Resistenza, la gara di contrada Santa Colomba può rappresentare un mezzo per riaffermare il valore universale di certi diritti e valori.

Non si dica, con ipocrisia, che la politica deve restare al di sopra ed al di fuori degli spalti, perché purtroppo la politica è dentro di essi fino al collo, nella sua coniugazione più estremista, peraltro. Sarebbe bello, quindi, che l’appello “Siamo tutti Anna Frank” lanciato in questi giorni fosse una adeguata “tappezzeria” degli spalti del 'Ciro Vigorito', in luogo e anche al fianco degli striscioni giallorossi beneventani, artistiche manifestazioni di amore della tifoseria sannita. Perché proprio lo stadio cittadino recapiti ad una società sulla strada dell’impazzimento un “messaggio di libertà, uguaglianza, tolleranza e pace”.