Non si rinunci alla mensa scolastica, non si vieti il pasto da casa

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Scrive il coordinamento dell'associazione Altrabenevento: Oggi i consiglieri comunali discuteranno per l'ennesima volta di Mensa Scolastica senza la partecipazione di quei soggetti (Comitati di genitori, sindacati, associazioni, ecc.) che da circa tre anni si battono per riqualificare il servizio, perché la "seduta aperta agli interventi esterni" non è stata autorizzata. Neppure la Commissione Consiliare ha voluto ascoltarli.

La Gara di Appalto dopo l'aggiudicazione alla ditta Ristora Food è stata annullata per i rilievi dell'Autorità Nazionale Anticorruzione ma neppure oggi il sindaco spiegherà perché i documenti sono stati spediti in ritardo. È un altro mistero di questa amministrazione che, dopo aver deciso con l'approvazione del Programma di Mandato che avrebbe ristrutturato il Centro di Cottura Comunale, ha invece affidato il servizio alla coop. Quadrelle 2001, in affari con la Ristorò della famiglia Porcelli-Barretta. Per due volte l'appalto è stato interrotto per inadempienze di questa ditta ma l'amministrazione le consente ancora di partecipare ad altre gare nonostante le numerose contestazioni in vari comuni (di recente anche a Lagonegro e Laconico) con conseguenti rescissioni contrattuali.

Pare che all'ANAC sono stati inviati recentemente il Capitolato e il Bando di Gara ridefiniti, ma anche su questi documenti l'amministrazione ha ritenuto di non confrontarsi con le parti sociali.

Allo stato attuale è facile immaginare cheoggi il Consiglio Comunale si limiterà a discutere solo della possibilità dei genitori di fornire ai bambini un pasto alternativo. Si tratta di un diritto e male ha fatto il consiglio comunale a decidere, con un contestatissimo regolamento, che a scuola si possa mangiare solo il cibo fornito dalla ditta che si aggiudica il servizio, ma neppure si può immaginare che Benevento, ultima in Italia in Serie A per il gioco del pallone, diventi la prima città che rinuncia alla "refezione scolastica".

La Mensa Scolastica organizzata dal Comune deve essere subito riqualificata e garantita! Questo chiedono le famiglie che si sono già iscritte al servizio e questo chiede anche gran parte dei genitori che hanno firmato il ricorso al TAR che di certo non vogliono continuare a preparare i pasti da casa o comprarli da ditte esterne meno controllate.

Pertanto, l'amministrazione con una procedura di urgenza, deve affidare il servizio a una ditta qualificata e contemporaneamente avviare con tutti i soggetti sociali interessati il confronto per il Capitolato di Appalto per la Gara pluriennale e rivedere il Regolamento che vieta il pasto da casa. Le modifiche sono necessarie anche perché tale documento contrasta, in diversi articoli, con la Carta dei Servizi, approvata e mai abrogata.

Il Comune e i Dirigenti Scolastici devono organizzare l'uso dei Refettori e garantire l'assistenza ai bambini che mangiano il pasto della refezione scolastica oppure quello portato da casa.