Farese e Sguera: la refezione scolastica, i tribunali, l’Amministrazione ostinata

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«L’ipotesi “horror” è che Quadrelle vinca il ricorso sui 5 anni con l’obbligo vigente per “Regolamento”...». Così Nicola Sguera nel Consiglio tenutosi giovedì scorso. Ebbene la sera stessa, quando il Sindaco era tornato non, a quanto pare, come comunicato dal Vice Russi, da incontri istituzionali bensì, come riferito dal «Sannio», da un incontro con altri esponenti politici in vista delle elezioni 2018, questa ipotesi, destinata a rendere ancora più confuso un quadro da anni oramai ingarbugliato, si è materializzata.

"Proviamo a fare chiarezza - scrivono in una nota i consiglieri comunali del M5S Marianna Farese e Nicola Sguera -. Con il ricorso amministrativo l’Ati costituita da Quadrelle 2001 e Ristora Food & Service impugnava, con motivi aggiunti, tra l’altro la determinazione dirigenziale del Comune n. 815/2015 nella parte in cui (si legge nella sentenza del Tar) veniva esclusa dalla gara nonché nella parte in cui veniva annullata tutta la procedura. Il Tar rigettava il ricorso. L’Ati costituita da Quadrelle e Ristora impugnava la decisione innanzi al Consiglio di Stato, il quale con sentenza n. 4944/2017, in parziale riforma della sentenza di primo grado e per ciò che qui interessa, accoglieva i secondi motivi aggiunti al ricorso di primo grado, annullando di conseguenza il provvedimento di esclusione dalla gara dell’appellante. In definitiva ciò vuol dire, che l’Ati ricorrente non poteva essere esclusa e, poiché l’unico motivo per cui si era proceduto all’annullamento della gara era la mancata presenza di offerte valide, viene automaticamente meno anche il provvedimento di annullamento della gara e ciò a prescindere dalla eventuale impugnazione esplicita dello stesso (che tra l’altro nel caso di specie pare esserci stata).

Invero, in virtù del principio 'dell’invalidità caducante', quando in sede giurisdizionale viene annullato un atto, che costituisce il presupposto unico dei successivi atti consequenziali, il suo venir meno travolge automaticamente i successivi atti strettamente e specificatamente connessi ad essi, senza neanche che ci sia bisogno di una loro esplicita impugnativa.

Pertanto, atteso che le sentenze vanno rispettate, a prescindere da pur legittime considerazioni ed opinioni personali e politiche che ognuno è libero di esprimere, allo stato delle cose pare che vi sia una reviviscenza di quel bando di gara impugnato, e che l’Ati Quadrelle e Ristora dovrebbe essere l’unica assegnataria, non essendoci altre offerte valide presentate. Altra considerazione è la circostanza quantomeno anomala e strana che l’Ati oggi risultata vittoriosa nel giudizio innanzi al Consiglio di Stato era costituita anche dalla Ristora Food & Service, che invece si era aggiudicata l’appalto per il servizio mensa nella gara di settembre di quest’anno poi annullata a seguito delle note censure dell’ANAC.

Il Comune in data 29 ottobre ha diramato una nota (leggi) in cui addebita tutte le responsabilità alla precedente Amministrazione. Purtroppo non siamo più in campagna elettorale. Mastella, quando presente in città e attento alle sue vicende piuttosto che agli scenari nazionali, dovrebbe fare assunzione di responsabilità. Da un anno e mezzo sono lui e la sua squadra a prendere decisioni: fino ad ora tutte sbagliate sulla questione mensa, disastrose per la comunità scolastica nella sua interezza e per la città. Sarebbe giusta nemesi se l’obbligo previsto da un 'Regolamento' da noi fortemente osteggiato si ritorcesse contro chi l’ha voluto. Purtroppo questo significherebbe ulteriori disagi per bambini, genitori, insegnanti e dirigenti. Poiché l’Amministrazione, per bocca dell’Assessore Del Prete in Consiglio e nella nota citata, ha ribadito di voler procedere speditamente lungo la via segnata, mostrando di non voler prendere in considerazione nessuna delle critiche emerse in questi mesi, ci pare giusto che se ne assuma l’onere mostrando la propria virtù, come ci auguriamo, o la propria insipienza, come temiamo".