Mensa - Mentre scuole e famiglie fanno funzionare il tempo pieno e mangiare i bambini, la Giunta Mastella a novembre ancora discute sul da farsi

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Siamo a novembre, con una sola certezza: la refezione scolastica non è un servizio tra quelli che il Comune di Benevento è stato ed è in grado di assicurare. E questo nonostante roboanti promesse pre-elettorali. Troppi i risvolti giudiziari, i cambi di fronte, i colpi di scena, le inadempienze che hanno riempito le cronache e denudata l'inaffidabilità anche dell'amministrazione in carica guidata dal giugno 2016 da Clemente Mastella. Per cui, attualmente, dopo il tardivo avvio della scuola a tempo pieno, siamo al pasto domestico o 'panino libero' gestito secondo i regolamenti dei singoli istituti.

Il medico, cioè la Giunta Mastella di Palazzo Mosti, non ha smesso ancora di studiare (mentre i pazienti, le famiglie degli alunni e questi ultimi, da un mese e mezzo aspettano) e ancora pone in calendario riunioni tecniche interne e poi aperte alle forze sociali, come accaduto nell'ultimo giorno di ottobre.

E' stato per il sevizio mensa, quindi, un Halloween con lo scherzetto. L'urgenza rimane quella di attivare il servizio per il Comune inadempiente e però anche sollevato: perché il tempo pieno, anche se tardi, è stato appunto avviato e i bambini mangiano essendosi le loro famiglie assunte tutti gli oneri della refezione. E così è anche accaduto che la Giunta Mastella si è presa il lusso di presentarsi in detta riunione addirittura con due punti di vista, quello del vicesindaco assessore Russi e quello dell'assessora al ramo Del Prete.

“Il vicesindaco di Benevento ha comunicato che proporrà in Giunta la via della rinegoziazione dell'affidamento della durata di tre mesi con tutte le aziende concorrenti, con crismi ben definiti”, racconta Gazzetta di Benevento. La posizione del vicesindaco è sostenuta dai sindacati, che preferiscono non correre il rischio di ulteriori ricorsi che differirebbero ancora l'inizio della refezione. “L'assessore Del Prete, dopo aver ascoltato i legali del Comune, ha indicato la strada di una trattativa privata con affidamento diretto alla società siciliana che, tuttavia, ha a disposizione il centro di cottura a Ceppaloni e che ha vinto l'ultimo bando di gara (Ristora Food, Ndr), poi però reso nullo”. Basta un rigo di Gazzetta, però, per rendere chiaro anche il senso (pen)ultimo della riunione: “L'ultima decisione spetterà al primo cittadino”.

Dal che discendono alcuni interrogativi, relativamente al grado di autonomia decisionale degli assessori e alla necessità di riunioni di tal fatta. Sul primo punto, viene fuori davvero una funzione residuale dell'amministratore-assessore rispetto al sindaco, con un riflesso d'immagine opaco per la persona e la democrazia (i provvedimenti vanno proposti e votati in Giunta, collegialmente); dal secondo interrogativo emerge non tanto un momento di concertazione quanto la celebrazione di uno (stanco) rito, necessario al racconto mediatico perché attraverso di esso raggiunga l'opinione pubblica, pur non producendo alcun effetto.