Quando i numeri smentiscono politiche e buone intenzioni: analisi della debacle del turismo in città ed in provincia

- Economia Lavoro di Luigi Ruscello*

Nel maggio del 2013, in uno dei miei interventi a proposito di turismo, cercai di spiegare “Perché il turismo non basta per lo sviluppo di Benevento”. Sono passati più di quattro anni e la situazione, purtroppo, è peggiorata in un modo davvero preoccupante, come dimostrato dai recenti dati ufficiali dell’ISTAT, aggiornati al 2016. In verità, alla fine dello scorso mese di marzo, quando furono resi noti i dati della Banca d’Italia sul turismo estero, non pochi si erano illusi del contrario. Ma, evidentemente, l’equivoco fu provocato dal fatto che non si conosce bene la loro tipologia e le modalità di acquisizione. Secondo tali dati, infatti, nel corso del 2016 avrebbero soggiornato nell’intera Provincia ben 62mila viaggiatori provenienti dall’estero, con addirittura 374mila pernottamenti e una spesa di 26 milioni di euro. Al riguardo, è opportuno precisare che la Banca d’Italia, dal 1996, realizza un’indagine campionaria sul turismo internazionale basata su interviste e conteggi di viaggiatori residenti e non residenti in transito alle frontiere italiane (valichi stradali e ferroviari, porti e aeroporti internazionali). Pertanto, le differenze con i dati rilevati dall’ISTAT, che per Benevento sono molto elevate, vanno attribuite alle sostanziali diversità tra le due rilevazioni le quali, in sintesi, riguardano l’impianto metodologico, la classificazione e le definizioni dei fenomeni rilevati, oltre che le finalità.

Insomma, i dati della Banca d’Italia, essendo raccolti mediante un’indagine campionaria, non rappresentano l’universalità del sistema turismo, anche se a livello nazionale e delle maggiori località turistiche ben si avvicinano alla realtà. Al contrario, non essendo Benevento una località turistica di prima grandezza, sono maggiori le differenze. L’Istat invece raccoglie tutte le segnalazioni degli esercizi ricettivi, che sono tenuti a tanto per legge. Ecco spiegati i motivi per cui ai 374mila pernottamenti risultanti dall’indagine, ribadisco “indagine campionaria”, si contrappongono le 77.825 presenze indicate dall’Istat e, solo come ulteriore esempio, la durata dei soggiorni risulterebbe di 6,03 giorni secondo la Banca d’Italia contro gli effettivi 2,43 degli stranieri soggiornanti in provincia. Da pochi giorni, dunque, sono stati diffusi dall’Istat i risultati definitivi per il 2016, che si estendono fino al dettaglio comunale, per cui solo ora ho potuto istituire il predetto confronto.

Mi sia concessa, tuttavia, una breve parentesi prima di analizzare i dati dell’Istat, perché non mi stancherò mai di ripetere che le comitive domenicali, quand’anche fossero numerosissime, non rappresentano i “turisti”, bensì gli “escursionisti”, che, sommati ai “turisti", danno poi il totale dei “visitatori”. Infatti, secondo il glossario dell’Istat e le definizioni valide a livello internazionale, turista è chi si reca in un luogo diverso da quelli solitamente frequentati (ambiente abituale) e trascorre almeno una notte nel luogo visitato.

Fatta questa premessa, è da osservare che i numeri sono davvero impietosi poiché, ricostruita la serie storica dal 1990 al 2016, si registra una prima fase discendente fino al 1997 (da 134.902 a 102.315) e poi una risalita fino al 2007, anno in cui fu raggiunto il massimo storico di presenze con 164.679 unità. Da tale anno stiamo assistendo ad una inesorabile riduzione fino al raggiungimento del minimo assoluto, registratosi proprio nel 2016 con appena 77.825 presenze. A chi attribuire tale débâcle? L’analisi territoriale permette di affermare che non è stata Benevento Città a determinare il più che dimezzato flusso turistico osservato dal 2007 al 2016, bensì gli Altri Comuni della Provincia. Questi ultimi, infatti, dopo essere arrivati a ben 102.207 presenze nel 2009, dalle 93.873 del 1990, le hanno visto ridursi a meno di un terzo: 30.055 unità nel 2016. L’andamento del Capoluogo, invece, presenta un andamento crescente fino al 2006: da 41.029 del 1990 a 72.843, e poi una caduta fino al 2016 con 47.770 unità. Nel triennio 2014/2016, poi, è possibile individuare un’ulteriore caratteristica territoriale, in quanto l’Istat ha provveduto a pubblicare anche i dati di ulteriori comuni provinciali, che sono: Colle Sannita, Faicchio e Telese Terme (altri non sono presenti per motivi di privacy). Ebbene, se Colle Sannita presenta un andamento altalenante, ma positivo: 1.697 presenze nel 2014 e, a seguire 2.538 e 2.040, non così Faicchio e Telese Terme. Faicchio vede dimezzate le 2.640 presenze del 2014 a 1.361 del 2016, dopo il buon risultato del 2015: 3.214. Anche Telese Terme ha un andamento negativo perché dalle 16.127 si sale alle 16.935 del 2015 per poi cadere alle 13.649 del 2016.

Un ulteriore elemento da considerare, infine, riguarda la durata dei soggiorni e anche in questo caso non è a dire che vi sia stato un miglioramento, visto che il record lo detiene ancora il 1990 con 2,79 giorni, contro i 2,19 del 2016. Il raffronto della media dell’ultimo triennio con quella nazionale fa rilevare una sensibile differenza perché ai 2,33 giorni della provincia di Benevento si contrappongono i 3,49 italiani, cioè ben più di un giorno.

(* economista)