Tributi non pagati al Comune di Benevento - Si dovrebbe arrossire e invece si fa la morale e si minaccia

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La Tari (ex Tares ed ex Tarsu) oltre che una (necessaria) gabella è anche una scuola di pensiero. Della quale Il Vaglio annovera uno dei più autorevoli, e credibili, esponenti, Pompeo Nuzzolo (il suo ultimo articolo lo si può leggere qui). Proprio il testo di Nuzzolo muove da una notizia diffusa qualche giorno fa dalla Lega Consumatori di Benevento (leggi qui) e porta avanti una tesi non ardita, la prevalenza della politica “reale” sulla tenuta dei conti e sull'equo prelievo del tributo dalle tasche dei cittadini.Dire che sia giusta o sbagliata, tale tesi, è demandato alle diverse sensibilità d'approccio al tema, ma Nuzzolo è stato comunque fortunato perché ha corso il rischio di ingrossare la schiera dei “corvi” che vogliono male alla comunità beneventana.

Il Mattino del 3 novembre, infatti, ampio rilievo ha dato (“Tari, si fermi l'assurda corsa al contenzioso”) a una reprimenda della filiera del Settore Finanze del Comune nei confronti dell'associazione presieduta da Ascione (la data non ha permesso loro, quindi, di leggere l'articolo di Nuzzolo...).

In sintesi, il succo del ragionamento fatto nelle stanze frequentate dall'assessore Serluca e dai funzionari di palazzo (Mosti), oggetto di una corrispondenza interna e veicolato all'esterno con un messaggio – questo sì - dai toni un po' allarmistici, è il seguente: chi provvede a pubblicizzare notizie di carattere fiscale suonando una sola campana e una sola sentenza a favore (come la Lega Consumatori – che è comunque autorizzata a farlo essendo un'associazione di parte, senza cioè la pretesa di rappresentare la materia in via esclusiva) inocula il germe della sfiducia nella platea dei contribuenti, che pencolerebbe nell'incertezza domandandosi se davvero un corretto comportamento (pagare in silenzio) è corretto, in fondo. E, dal momento che il costo del complessivo servizio rifiuti viene coperto per intero dal cittadino contribuente attraverso la Tari (pure “salata”, leggi qui), della quale guarda caso proprio il 30 novembre scade la quarta rata 2017, senza dimenticare che ogni euro versato è puro ossigeno per un Comune in dissesto, ecco che anche solo incrinare il cristallo della perfezione tributaria dell'ente locale non esclude il rischio di impattare proprio il punto di rottura.

Gli strali di palazzo (Mosti) concludono la loro parabola lasciandosi dietro l'eco di un possibile risvolto legale, addirittura: “I funzionari non escludono di avviare un'azione giudiziaria contro chi ingenera i suddetti allarmismi”, è infatti la coda dell'articolo. Preceduta dalla testa con le parole dell'assessore Serluca, che “stigmatizza chi 'con sterili polemiche istiga i cittadini a non adempiere all'obbligazione tributaria senza dimenticare che tali comportamenti possono ricondurre a fattispecie legalmente rilevati'”.

C'è una cosa, però, che sembra sfuggire alle nervose valutazioni della filiera del Settore Finanze del Comune di Benevento: del clima di sfiducia è impregnato il Settore stesso.

Dopo la sospensione e poi la marcia indietro, siamo stati di recente edotti circa il fatto che ha imboccato il rettilineo (si spera) finale la controversa (politicamente: c'erano pro e contro all'interno della stessa maggioranza) gara d'appalto per l'esternalizzazione del servizio di riscossione coattiva delle entrate tributarie, delle entrate patrimoniali e delle entrate comunali diverse: vale a dire che le forze dell'ente sono insufficienti per un compito del genere (ben più che delicato). E ciò nonostante ripetuti, e noiosi, esercizi verbali sul tema (i “...faremo, rinforzeremo, accerteremo, incasseremo...” eccetera, di routine) da parte degli ultimi assessori alle Finanze (Serrluca compresa), e anche movimenti di supporto venuti all'interno della geografia del personale: sembra ancora di sentire aleggiare l'entusiasmo della “Giunta comunale, presieduta dal sindaco Clemente Mastella, (che) proseguendo l’opera di potenziamento dell’area Tributi al fine di rendere più efficiente la riscossione delle entrate e facendo seguito alla recente creazione di un’apposita task force, ha deliberato la riorganizzazione del servizio mediante una suddivisione delle responsabilità”. Poi viene la gara in questione.

E' una nota stampa, pertanto, a creare maggiore sfiducia oppure lo sono i condoni (vogliamo ricordare l'adesione del Comune alla definizione agevolata delle ingiunzioni fiscali dello scorso maggio?) o lo è anche - soprattutto - la cronica difficoltà (mettiamola così) a fare in modo che tutti i contribuenti versino il dovuto? Sulla Tari, poi, la memorialistica è consolidata (si legga per esempio qui), trattandosi di un'imposta comunale tra le più evase. E se fosse il cittadino-pagatore e onesto a minacciare il ricorso alle vie legali per la manifesta disparità tra chi all'obbligazione tributaria adempie e chi invece la fa franca perché le armi per scovarlo sono piuttosto spuntate?