Benevento - Anche per le feste natalizie, prima si mette su lo spettacolo, poi si trovano i soldi

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Clemente Mastella
Clemente Mastella

Per restare all'attualità, delle ultime 9 delibere della Giunta Comunale di Benevento disponibili, per la consultazione, all'Albo dell'Ente, una fetta consistente e maggioritaria (5 di esse) riguardano la concessione di patrocini morali, fino ovviamente al culmine rappresentato dall'InCanto di Natale (delibera 192). In questa variegata bulimia amministrativa, irrinunciabile appare la santificazione festaiola posta in calendario a partire da dicembre, retta da esemplari motivazioni: “Favorire la profondità spirituale del Natale attraverso un programma di eventi di elevato valore artistico e, nel contempo, l'accesso alla fruizione della cultura di qualità, la promozione della città e della provincia sul mercato turistico”. Senza dimenticare l'atmosfera “resa magica dalle luminarie artistiche per il centro storico e per tutte le zone della città”.

Non depone per la veridicità “spinta” dell'assunto la vocazione nazionalpopolare (meno pensosa cioè rispetto al quadro dipinto nella relazione di presentazione dell'evento) dell'amministrazione guidata da Clemente Mastella, evidenziata a più riprese e in più circostanze, nel passato.

Ma quest'aspetto passa in secondo piano rispetto al giro col cappello in mano per il reperimento dei fondi, vivendo Benevento “condizioni di dissesto”. Di qui, stimata la spesa complessiva in 148.000 euro, la necessità da parte del Comune di “avvalersi della collaborazione di enti pubblici e/o privati”. Pertanto, “nell'interesse culturale ed economico/turistico della manifestazione”, che è prevalente rispetto ai problemi di bilancio, “si ritiene necessario chiedere la collaborazione anche in termini di contributo finanziario” della Fondazione Città Spettacolo (che ancora vive, quindi – Ndr), per 34.000 € (in acquisto di beni patrimoniali), della Camera di Commercio per 30.000 € (contributo), dell'Ente Provinciale per il Turismo per 24.000 € (fornitura di beni e servizi).

E non solo, perché ci sarà il solito bando per gli sponsor privati, da cui ricavare 20.000 € (ma i precedenti non aiutano in tal senso) e infine – ciliegina – la reale partecipazione del Comune, stimata in 40.000 €, che andranno trovati – a cura del Dirigente del Settore Finanze (speriamo non 'creative') - attraverso una variazione di bilancio, cioè sottratti a qualcos'altro.

Tutto nell'alto nome dell'imponente Albero di Natale impreziosito quest'anno “da luminarie particolarmente suggestive (led stip light)”, della sfera luminosa abitata da Babbo Natale lungo il Corso Garibaldi, “in modo da rendere felici i bambini ed i nonni che potranno regalarsi il selfie natalizio”, delle “eleganti casette espositive di prodotti enogastronomici”, per ritornare alla relazione di cui sopra.

Ma va tutto bene lo stesso, per evitare un Natale come lo descrive Dickens prima dell'agnizione finale. Solo che la programmazione è, significativamente, sempre rovesciata: prima si mette su lo spettacolo, poi si trovano i soldi, interessando in effetti più il primo aspetto in termini di piacere per l'opinione pubblica che il secondo, per il quale come sempre in qualche modo si farà (e del quale l'opinione pubblica chiede meno conto).