Carcere minorile colabrodo: dei detenuti avevano accesso a telefonini e Wi-Fi

- Cronaca IlVaglio.it

Con l'utilizzo di 60 unità della Polizia Penitenziaria, dall'alba a tarda sera, ieri, la Procura della Repubblica di Benevento ha disposto e fatto attuare perquisizioni, locali e personali, nel carcere minorile di Airola. A tanto si è arrivati dopo il ritrovamento nell'istituto di pena di sim card e telefoni cellulari atti a comunicare con l'esterno. Non solo: i reclusi avevano anche postato foto scattate nel carcere sui social network, per mostrare la loro potenza di giovani boss, di "baby boss" come ha scritto, oggi, nella nota d'annuncio dell'operazione repressiva il procuratore capo di Benevento, Aldo Policastro.

A 5 reclusi sono stati notificati altrettanti avvisi di garanzia per il reato di ricettazione in quanto, in concorso con altri ignoti, avevano sim card e telefoni cellulari proventi di reato, in quanto intestati a terzi ignari. Ad Airola le operazioni sono state direttamente seguite da un magitrato per la compiuta ricostruzione dei fatti e la valutazione degli esatti profili soggettivi di responsabilità e di altre prove utili al prosieguo delle indagini.

Sono stati perquisiti tutti detenuti e i luoghi dove essi vivono e trascorrono il tempo, al chiuso o all'aperto (per l'attività sportiva). Gli inquirenti si son detti soddisfatti del materiale raccolto ai fini probatori. Sono stati trovati anche droga, una scheda dati transitata su cellulari, tre antenne di captazione di segnale Wi-Fi, un router e vario materiale informatico al vaglio degli inquirenti. I quali hanno già scoperto che le connessioni Wi-Fi sono avvenute tramite hot spot, privi di password, tra cui anche il Wi-Fi free in uso nel Comune di Airola.