Per il Presepe di Dalisi rinviato a giudizio l'ex vicesindaco Del Vecchio

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Raffaele Del Vecchio
Raffaele Del Vecchio

Ieri Flavio Cusani, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Benevento, ha disposto il rinvio a giudizio per tre persone e il proscioglimento di altre dieci in merito alla realizzazione del cosiddetto Presepe di Dalisi. Fu voluta nel 2011 dall'allora Giunta Comunale del capoluogo. Precisato subito che il noto artista Riccardo Dalisi è sempre stato estraneo alla vicenda giudiziaria, ieri è stato infine stabilito che l'ex vicesindaco (e attuale consigliere comunale di opposizione del PD) Raffaele Del Vecchio, l'allora dirigente comunale Gennaro Vitelli, e l'imprenditore Carmine Lombardi dovranno comparire davanti alla giudicante il 16 marzo 2018.

Cusani ha contestualmente disposto il proscioglimento per gli altri dieci indagati: l'ex sindaco Fausto Pepe, gli ex assessori Luigi Abbate (oggi presidente della Gesesa), Marcellino Aversano (oggi consigliere comunale minoranza); Cosimo Lepore (oggi consigliere comunale di minoranza), Luigi Scarinzi (oggi consigliere comunale di minoranza), Pietro Iadanza, Mirna Campone, Rosario Guerra e Nicola Danilo De Luca,. Prosciolto anche il dirigente comunale Andrea Lanzalone (peraltro già assolto nel merito in un giudizio di rito abbreviato nel luglio del 2015 dal Gup Gelsomina Palmieri).

In tale occasione, oltre l'assoluzione per Lanzalone, fu deciso il non luogo a procedere per tutti i succitati amministratori comunali di Benevento e quindi anche per Del Vecchio e pure per Vitelli e Lombardi.

L'accusa, sostenuta dalla sostituta procuratrice Marcella Pizzillo, è stata di abuso d'ufficio in concorso e violazioni in materia edilizia, legate alla decisione di affidare il lavoro all'impresa Lombardi, senza considerare altre offerte, anche in relazione al fatto che poi la Lombardi Costruzioni si affidò, per la realizzazione, a un'altra impresa la 'Michelangelo Costruzioni'. 120mila euro costò la realizzazione al Comune, alla spesa si pensava avesse dovuto contribuito anche la Camera di Commercio, ma poi non fu così.

Ebbene, Pizzillo, contro la decisione di non luogo a procedere del 2 luglio 2015, perchè il fatto non sussiste o non costituisce reato, ha fatto ricorso alla Corte di Cassazione che l'ha accolto e disposto un nuovo esame della questione. Ieri è stata definitivamente posto in essere da Flavio Cusani, e s' è risolto, stavolta, con il rinvio a giudizio di tre indagati e il proscioglimento di tutti gli altri.