Mensa dal mese di dicembre, il Comune ci riprova: gara 'ristretta' ad inviti per tamponare, poi appalto biennale

- Politica Istituzioni IlVaglio.it

Negli auspici di palazzo Mosti, dunque, il piatto caldo in tavola scodellato direttamente dalla ditta aggiudicataria dell’appalto “ristretto” dovrebbe essere servito con l’avvio del mese di dicembre, per un periodo appunto di corto respiro prima dell’assegnazione definitiva dell’appalto del servizio di ristorazione scolastica, la cui forbice temporale parte dal 1 febbraio 2018 per chiudersi il 30 giugno 2020. Appare chiara, in virtù dell’adozione dei due atti di cui si discute (una fase transitoria apripista della definitiva), la volontà dell’ente locale di procedere comunque ad una nuova gara (segue quella ‘censurata’ dall’Anac, è stata disposta invece la revoca di quella quinquennale del 2015), indipendentemente dalla discussione interpretativa sui vari indirizzi da assumere alla luce dell’ampio carteggio e del corposo contenzioso che ha interessato ed interessa ancora la vicenda.

La prima procedura, ad inviti, per coprire l’arco temporale dei tre mesi fra 2017 e 2018 (1 dicembre/28 febbraio) ha un valore complessivo (Iva compresa) di 320.250 euro, e si parte da un prezzo del singolo pasto statuito in 4,70 euro più Iva, con una previsione di pasti giornalieri (vigente sempre il regolamento approvato dal Consiglio ed oggetto degli strali di una “minoranza di genitori” contro l'obbligatorietà sancita) pari a 1.250 – previsione quanto mai ottimistica, vista la picchiata nella frequentazione della mensa registrata negli anni scorsi -, con un pendolo del 30% in più o in meno, pur se “il numero dei pasti giornalieri è variabile in funzione delle presenze scolastiche”. Il criterio dell’aggiudicazione è sempre quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Questa prima parte-tampone dovrebbe trovare il suo scioglimento il prossimo 27 novembre alle ore 15 presso la sede del Settore Servizi al Cittadino del Comune, in viale dell’Università, qui a Benevento.

Messa questa toppa al pluriennale buco del servizio di refezione, toccherà poi alla gara d’appalto vera e propria, il cui spirare è posto al 22 dicembre 2017, con apertura delle offerte l’8 gennaio 2018, a mezzogiorno (di cuoco, ovviamente), nel medesimo luogo indicato in precedenza per l’appalto ‘provvisorio’. Qui l’appalto ‘lungo’ ha un valore complessivo di 2.720.500 più Iva, ma “l’importo indicato si intende, comunque, non impegnativo, in quanto l’importo definitivo sarà determinato dal totale dei pasti che di fatto si renderanno necessari”, il numero dei pasti è lo stesso (1250, 30% a salire o scendere), il prezzo unitario a base di gara per singolo pasto è sempre 4,70 euro, il criterio di aggiudicazione il solito (offerta economicamente più vantaggiosa).

Certo, se fosse stato distribuito un euro per ogni lettura di una notizia del genere, amministratori, alunni, genitori, presidi, giornalisti, associazionisti e compagnia bella avrebbero reso ben più che gonfio il loro salvadanaio. Per ora tintinnante solo dell’incrollabile fiducia del Comune di portare a compimento un compito dimostratosi nel tempo piuttosto improbo, oltre che banco di prova per le ambizioni politiche dei vari personaggi coinvolti. Fino ad ora, giova ricordare, costellato di fallimenti.