Benevento ancorato al fondo, saldamente. Ma c'è un campionato che è possibile vincere ancora, quello della "dignità"

- Opinioni IlVaglio.it

La fotografia (sfocata) di un campionato (sfocato anch'esso, quindi) è negli ultimi 120 secondi del tempo (addirittura) di recupero della gara interna col Sassuolo, già compromessa da una “ingenuità” (chiamiamolo così, il regalo del portiere giallorosso) di Brignoli e dall'espulsione, per doppia ammonizione di Letizia, venuta subito dopo il pareggio e quindi nel momento del maggiore entusiasmo della squadra di casa. Nonostante tutto, stava per arrivare (almeno) il primo punto del torneo. Prima di un'altra... ingenuità difensiva, stavolta di Costa che ha incredibilmente smanacciato la traiettoria di un corner: nessuna protesta, se non con sé stesso. Ma Berardi è riuscito a centrare solo la traversa, dagli 11 metri. E sulla traversa, pochi istanti dopo, si è stampato anche un colpo di testa di Berardi deviato da un difensore e intercettato con un mezzo miracolo da Brignoli. Sugli sviluppi del calcio d'angolo, però, Peluso ha spento qualsiasi illusione del 'Vigorito' colpendo, indisturbato, di testa.

Nel convulso racconto di brevi attimi c'è dunque il lungo penare della squadra giallorossa, i limiti tecnici, l'inesperienza, la scarsa tenuta nervosa. Quel posto della classifica è occupato, purtroppo, con merito. Alcuni occasionali acuti hanno interrotto il sordo rumore... di fondo, nel corso delle tredici settimane in nero archiviate. Lasciando intravedere potenzialità mai espresse compiutamente, che hanno fatto però gridare troppo spesso alla sfortuna e consolato il tifoso su quanto comunque fosse giusto che il Benevento militasse, quest'anno, fra i “grandi” del calcio. Adesso, però, impiombati i giallorossi al nulla in punti della graduatoria, con richiami per ogni dove ad un record (negativo) ormai battuto (tredici stop in fila, "meglio" del Manchester United di 87 anni fa...), sembra abbia preso il sopravvento ben altra realtà: che i “grandi” siano davvero fuori dalla portata.

Restano due terzi di torneo, periodo certo ancora lungo per qualsiasi calcolo matematico. Ma, come e più di prima, per tifosi, squadra e sodalizio ora è solo il tempo della “dignità”, cioè della consapevolezza del proprio valore sul piano morale (la rappresentanza di un territorio) e del conseguente rispetto verso sé stessi attraverso un contegno adeguato, sugli spalti, in campo, dietro le scrivanie. Questo della dignità è un campionato che è possibile vincere e del Benevento si potrà parlare e sentir parlare con la testa alta.

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I minuti salienti della gara

56° - Matri solo in area dopo un bell'assist di Politano spreca tirando a lato.
57° - Brignoli anzichè rinviare in area, indugia e poi passa la palla all'emiliano Missiroli che ringrazia, passa al sempre solo Matri che stavolta non grazia e marca lo 0 a 1.
63° - Armenteros smarca solo in area Chibsah che cincischia e fallisce un'ottima palla gol.
64° - Sugli sviluppi di un corner, dopo un batti e ribatti, Armenteros devia in rete un tiro di Ciciretti: 1-1.
66° - Inultile trattenuta di Letizia, già ammonito, su Ragusa a centrocampo. Secondo cartellino giallo ed espulsione.
91° - Folle fallo mano su corner di Costa: rigore per il Sassuolo. Batte Berardi che però colpisce solo la traversa.
94° - Corner per il Sassuolo, Peluso impatta di testa agevolmente e segna il gool del definitovo: 1-2.

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Benevento: Brignoli; Letizia, Antei, Costa, Di Chiara; Chibsah (dal 62° Venuti), Viola, Cataldi; Ciciretti (dal 90° Lazaar), Armenteros, D'Alessandro (dal 60° Parigini). A disposizione Belec, Gravillon, Djimsiti, Venuti, Memushaj, Del Pinto, Lazaar, Lombardi, Parigini, Coda, Puscas. Allenatore De Zerbi.

Sassuolo: Consigli; Gazzola, Cannavaro, Acerbi, Peluso; Biondini (dal 60° Sensi), Magnanelli (dal 90° Falcinelli), Missiroli; Politano, Matri, Ragusa (dal 73° Berardi). A disposizione Marson, Pegolo, Mazzitelli, Goldaniga, Scamacca, Lirola, Rogerio, Sensi, Cassata, Adjapong, Falcinelli, Berardi. Allenatore Bucchi.

Arbitro: Mazzoleni da Bergamo.