Gli addii al PD: compagni di partito fino a un certo punto... A Benevento la famiglia ha precedenza assoluta

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La sede del PD di Benevento
La sede del PD di Benevento

Quanti e quali modi ci sono per abbandonare una strada e un'idea della politica nella quale – fino a prova contraria – mai si era manifestato così palese disagio di percorrenza? Tanti, con ogni probabilità. Ma c'è una specificità beneventana che merita di essere segnalata: l'abiura della militanza in nome del vincolo di solidarietà tra i membri di una stessa famiglia. Il dirigente sindacale della Uil Fioravante Bosco, nella sua disamina post-voto siciliano (diffusa il 7 novembre attraverso una nota stampa), spara ad alzo zero contro il Partito Democratic e riesce a cogliere un collegamento di quelle elezioni con la realtà sannita. Svelando, a quanti non lo sapessero, il motivo della dissonanza ideologica sorta con il PD sannita.

Nell’inverno scorso, avendo avuto una posizione critica sulla gestione della Provincia, si è arrivati addirittura alla vendetta trasversale, facendo perdere a mio fratello Massimo le elezioni Rsu presso la Ge.Se.Sa. spa! A quel punto ho lasciato il partito e sono andato via”.

Ma una motivazione così forte e pregnante sarebbe stata tale anche a parti invertite? Bosco, cioè, avrebbe rinnovato più che la tessera, un patto di solidarietà col PD beneventano, nel caso in cui il fratello fosse stato eletto?