Sempre grati a Vigorito anche ora che ha fatto 13... Ma, non volendo o potendo rimediare, ci risparmi retorica e proclami

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Oreste Vigorito
Oreste Vigorito

Si è già scritto domenica sul Vaglio.it, della 13ma sconfitta su 13 gare di campionato del Benevento calcio. Debbo tornare a farlo anch'io, alla luce della nuova sortita del presidente della società Oreste Vigorito sulla sua televisione. Parole prontamente rilanciate dal suo quotidiano online (cliccare per leggerle), formali assunzioni di responsabilità, proclami e retorica a piene mani. Salviamoci, allora, coi fatti:

1) Il merito dell'arrivo del Benevento in Serie A, lo ripetiamo, è stato principalmente, per non dire solo, di Oreste Vigorito che ha costruito, con i propri mezzi, una squadra ampiamente all'altezza del torneo cadetto (calciatori, allenatore, direttore sportivo, staff medico...), e l'ha fatto in questa realtà depressa come poche, economicamente e non solo.

2) La responsabilità di quanto sta producendo il Benevento in Serie A, cioè zero in termini di punti, è ancora, principalmente per non dire solo, di Oreste Vigorito che non ha costruito una squadra all'altezza del massimo torneo (calciatori, allenatore, direttore sportivo, staff medico...).

Il presidente nel riconoscerlo, conversando senza contraddittorio con i redattori dei suoi giornali, non compie un atto di vera e dovuta umiltà, ma una mera constatazione. Il punto è che manca l'autocritica, quella vera, fattuale. Perché, se il peccato originale di quanto prodotto, indiscutibilmente, risiede nella campagna acquisti non all'altezza della categoria, rimediare con il solo licenziamento del buon Di Somma, onesto collaboratore del presidente, significa davvero sottovalutare l'intelligenza dei beneventani.

Si sarebbe seriamente rimediato incaricando, per il ruolo, un direttore sportivo di valore, dalle spalle larghe, con la necessaria autonomia. Oppure, meglio ancora, assumendo un direttore generale dell'intera società che pensasse, in primis, alla nomina del Ds (con le appena dette qualità), nonché alla verifica della idoneità di tutte le altre componenti.

Trascorso un mese dal 23 ottobre, giorno del licenziamento di Baroni e Di Somma, Oreste Vigorito, nei fatti, oltre all'inevitabile nomina di un nuovo allenatore, nulla di concreto dunque ha fatto, per rimediare ai suoi errori di sottovalutazione, se non parlare tanto.

Senza farsi mancare niente: dalle polemiche con altri presidenti di squadre di Serie A, ai periodici siparietti con il sindaco di Benevento, tra una conferenza stampa congiunta e un'altra, nelle quali lui e Mastella "parlano e parlano", ad esempio, del rinnovo della convenzione per l'uso dello stadio comunale. Non la firmano, ma stabiliscono termini di scadenza che poi inutilmente decorrono e ne fissano altri, in attesa della prossima conferenza stampa congiunta...

Bisogna, dunque, essere sempre grati a Oreste Vigorito per aver concesso, con i suoi investimenti, a questa città risultati e platee calcistiche inimmaginabili, e non va dimenticato ora, nella cattiva sorte. Ma appunto, dato l'esito attuale, che purtroppo ha portato il Benevento a ottenere il peggior risultato d'avvio di sempre, nelle massime competizioni europee (13 sconfitte su 13 gare), garbatamente, vorremmo aggiungere anche l'ulteriore ringraziamento al presidente: di averci almeno risparmiato, dopo aver fatto 13, i proclami e le esortazioni.
E cotidiana ventilatione, singulare granum. C.P.