La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne compie 18 anni. Resta tantissimo da fare, anche nel Sannio

- Cronaca IlVaglio.it

A differenza degli anni scorsi, è quantomeno salito il numero degli appuntamenti, in città ed in provincia, allestiti in larga parte da enti ed associazioni private ma con buona presenza del pubblico, per dare “senso di calendario” al 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Purtroppo introdotta, a carattere generale, dal recente racconto giornalistico dell'incidente probatorio, a Firenze, nell'ambito della vicenda della violenza sessuale denunciata da due studentesse americane a carico di altrettanti tutori dell'ordine, in servizio ed in divisa. La teoria di domande degli avvocati difensori dei carabinieri ha generato reazioni, in aula, e titoli di deciso impatto circa il capovolgimento dei ruoli: le vittime sono apparse imputate. La via da percorrere, dunque, è lunga ed impervia, ricca di accidenti e povera di buoni propositi tradotti in atti.

Anche nel Sannio, per dire, oltre il valore di testimonianza – sempre necessario, per carità -, siamo ancora nel campo, anniversario dopo anniversario, dei progetti da porre in essere o dei camper da far stazionare per l'ovvia opera di sensibilizzazione: a ben 18 anni (maggiore ed immatura età) dal varo Onu della “Giornata” del 25 novembre, lasso di tempo nel corso del quale le 'cocozze' dei maschi sono rimaste allo stato embrionale: ineducate, in tema di rispetto, e dure, quanto a cultura della persuasione. L'educazione e la legalità (cultura e giustizia) sono le prime risposte possibili, ma dalla buona scuola alle aule dei tribunali è un fiorire di nefandezze che confina il 25 novembre appunto ad un foglio di calendario. Staccato il quale, il mondo delle disuguaglianze torna finalmente a respirare.