L'aria a Benevento è inquinata e pericolosa. Il Comune reagisce veloce come una lumaca

- Politica Istituzioni di Giovanni Festa

Stando a quel che ha diffuso di recente l'associazione Altrabenevento, si contano in svariate decine le giornate in cui la concentrazione di polveri sottili nell'aria del capoluogo sannita ha superato il livello di guardia. Dati allarmanti che dovrebbero essere conosciuti agli amministratori della Giunta Mastella. Inoltre, proprio in questi giorni, sono state diffuse le classifiche sulla qualità della vita che favoriscono, in alcuni indicatori e sottodimensioni della categoria “Ambiente”, una interconnessione con tale fenomeno. C'è concordia nel definire piuttosto scadente la qualità dell'aria. Ma, attenzione, non si parla delle recenti graduatorie, bensì di quelle dello scorso anno, sulle quale si suppone ci sia stato il tempo per riflettere: per Italia Oggi la collocazione 2016 era il 93° posto, per dire. Pure il dossier Mal'Aria di Legambiente con riferimento al 2016 poneva Benevento nella fascia alta, con ben 45 giorni di sforamento (ottavo anno in fila di tale onorevole primato). In mezzo ci sono stati alcuni stop domenicali o festivi alla circolazione, quando le centraline non hanno potuto proprio fare a meno di lanciare qualche avviso ai naviganti su PM 2,5 e PM 10. E nell'arco di poco più di un mese sono state tre le domeniche senz'auto, l'ultima santificata il 26 novembre scorso.

Bene. Con tale carne a macerare per lunga pezza, l'assessore all'Ambiente del comune di Benevento (ancora non ex), pro-tempore anche vicesindaco a rotazione (ancora non ex), Vincenzo Russi, ha scoperto – rivela Gazzetta di Benevento – che si deve agire “in maniera più incisiva sulle cause dell'inquinamento dell'aria e soprattutto con provvedimenti non suggeriti dalla contingenza”. Naturalmente “di questo ne ha discusso con il sindaco Clemente Mastella e, con ogni probabilità (non ci son ancora certezze, dunque – Ndr), nuovi provvedimenti verranno assunti a dicembre ed a gennaio prossimi”. Non stiamo ragionando di massimi sistemi, ma di accorgimenti che si sarebbe detto un po' più “strutturali” rispetto alle contingenze citate, e cioè “verrà organizzato un programma con delle chiusure periodiche prestabilite anche al di là delle misurazioni e dei dati negativi”.

C'è di bello, in questa città, che l'ordine sovvertito delle cose diviene regola. E così i fenomeni, per quanto già conosciuti, sono governati, sì, ma a posteriori. Quando s'avviano a incancrenirsi. Con un decisionismo discorsivo. Una rapidità da lumache.