Prostituzione a Benevento - Necessita un chiarimento dalla Questura sullo svolgimento della riunione tra cittadini e istituzioni

- Cronaca IlVaglio.it
La Questura di Benevento
La Questura di Benevento

Che la famosa/famigerata ordinanza del sindaco di Benevento non si rivelasse sufficiente era piuttosto prevedibile, di qui il lento levare delle proteste di ritorno, da parte soprattutto dei residenti del quartiere interessato dal fenomeno della prostituzione in misura maggiore: il rione Ferrovia. Il lento scandire di multe a lucciole e clienti a seguito di quanto disposto da Clemente Mastella lo scorso 30 ottobre e, soprattutto, la morsa nient'affatto allentata del fenomeno, ha favorito un incontro fra Comitato di Quartiere “Nuovo rione Ferrovia” e istituzioni (detto primo cittadino, questore Bellassai, comandante dei vigili urbani Fantasia). Le cronache del giorno dopo sono piuttosto avare di contenuti ‘sorprendenti’, se non appunto il rapporto fra gli uni (i residenti) e gli altri (i rappresentanti) condotto sul filo delle rivendicazioni e delle difficoltà a recepirle, stante il fatto che la prostituzione certo può essere solo arginata – e neppure in grossa misura - e non sconfitta con un’ordinanza sindacale.

Per quanto il summit si sia “svolto a porte chiuse”, è fuori dal coro la narrazione di Gazzetta di Benevento, in cui si parla senza mezzi termini di “scontro tra il questore ed i cittadini”.

“Il questore Bellassai… ha abbandonato il tavolo del confronto, senza voler nascondere il contrasto insorto con i vertici del Comitato che chiedevano maggiori controlli ed una più costante presenza di volanti o agenti della Polizia di stato in zona”, scrive il quotidiano cittadino on line.

Dunque, la massima autorità di pubblica sicurezza offre (avrebbe offerto...), agli astanti, all’organo di informazione che lo ha ricordato, ai lettori, e quindi alla comunità, una immagine che profuma di insicurezza nel dimostrare il confine fragile sul quale si è retto il contraddittorio. Laddove la fragilità è tutta da una parte, quella più debole e che abbisogna di tutela oltre che d'altrui pazienza. L’aver unilateralmente interrotto l’appuntamento - stando al giornale - dinanzi all’irricevibilità delle richieste del Comitato civico non depone a favore della capacità dialogante di cui dovrebbe essere dotata in maniera naturale una figura di vertice dello Stato sul territorio. Con piacere pubblicheremo una conferma, una smentita e comunque un chiarimento ufficiale del questore in merito.

Il questore Bellassai ha dimostrato grande zelo nell’allestire ‘zone rosse’ in occasione di arrivi o tutele di personaggi della politica e delle istituzioni in città. Ma un contatto più diretto con i cittadini, come l’episodio riportato da Gazzetta, ne racconta un volto nuovo che, allo stato del racconto dell'accaduto, fa emergere la lontananza dello Stato dai cittadini che si verifica anche quando si abbandona un tavolo di confronto.
Aggiornamento - Il giorno successivo alla pubblicazione di questo articolo alle 8.59, il Comitato di Quartiere del Rione Ferrovia ha fatto giungere alle redazioni dei giornali il seguente comunicato: "Con riferimento all’incontro tenutosi nella Colonia Elioterapica nella giornata di martedì scorso, lo scrivente Comitato di Quartiere, apprende che alcuni organi di stampa riportano di un dibattito vivace tra cittadini e istituzioni. Con la presente nota si vuole ribadire l’ottica di collaborazione istituzionale e di fiducia e cooperazione. Pertanto ci dissociamo da qualsiasi eventuale “interpretazione” dell’incontro che possa alimentare equivoci in ordine alla posizione di questo Comitato che è stata e sarà sempre di massimo rispetto nei confronti delle istituzioni. Per noi l’incontro è stato positivo e collaborativo e pertanto ringraziamo le istituzioni per aver ascoltato la nostra voce non solo riguardo al tema emergente della prostituzione ma anche per tutti quanto riguarda il nostro rione.