La politica serve: dal ristorante al panettone. E le 8 ore di lavoro che allontanano dal Comune di Benevento...

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Meno male. Meno male che la politica cittadina offre, talvolta e purtroppo sempre di rado, qualche spunto curioso. Addirittura sottilmente ironico. Proprio di recente la Giunta Comunale di Benevento è stata attraversata da qualche significativa modifica. Fondata sulle rivoluzioni lavorative che hanno interessato i campo di certe professioni. E i cittadini sono stati debitamente e puntualmente informati che talune defezioni istituzionali si legano appunto agli aggravi sopravvenuti: “ Di conseguenza per tali professionisti si sono moltiplicate le ore settimanali d’impegno, che sono passate dalle quattro alle otto ore giornaliere”. Il 100% in più, ed è chiaro che l’andare di prima (quattro ore…) non poteva conciliarsi, dopo, con il gravame dell’attività politica. Dalla quale, assumendo tali valori a guisa di ideale parametro, vanno esclusi in parecchi. Per non essere annoverati nella categoria che una volta si definiva “kabulista” (citando i minatori, per esempio…), converrà almeno ricordare un genere aprioristicamente da escludere dalle cariche pubbliche, quello femminile. Volete infatti che una donna impegnata durante il giorno in una attività lavorativa, e poi impegnata sempre durante il giorno ancora in una attività lavorativa (a casa e pure nelle assistenze familiari varie) riesca a conciliare i due aspetti? Se ne deduce che, dovesse realizzarsi una simile circostanza, ebbene ci si troverebbe dinanzi a una pura illusione, una mistificazione della realtà, un vero e proprio imbroglio: ci hanno lasciato credere, cioè, che le donne sono in grado reggere l’urto di incombenze cui gli uomini, talora, scelgono di rinunciare…

Ancora. Una nomina sindacale (del sindaco, cioè…) al vertice di un ente strumentale attraversato da qualche vicenda giudiziaria ha rispolverato nomi caduti un po’ in disuso. Giungendo, la stessa, quasi in coincidenza con l’inaugurazione di una ulteriore, importante attività di ristorazione del nominato in questione. Un apripista politico che ha funzionato quasi da spot pubblicitario, pur ovviamente iscrivendo il tutto solo al caso. E però, grazie all’informazione puntuale del giornalismo “embedded”, e chissà se “magnated”, le presenze di alto rango politico/amministrativo al debutto ufficiale della saporita idea quasi rappresentano una ideale saldatura con una (scoperta) vena culinaria (panettoni) che è testimone di un fenomeno beneventano in espansione: la politica serve, dal primo piatto al dolce.