Una strana e malinconica coppia al Teatro Massimo di Benevento

- Cultura Spettacolo di Lorenzo Preziosa

Non certo un trionfo per “La strana coppia”, versione tutta al femminile della celeberrima commedia di Neil Simon, andata in scena venerdì 1° dicembre al Teatro Massimo di Benevento, quale secondo evento del cartellone Palcoscenico 2000. La pièce, concepita in questa forma in un progetto registico di Pasquale Squitieri eseguito da Antonio Mastellone, poteva contare su una coppia di interpreti principali di assoluto rilievo, quali Claudia Cardinale e Ottavia Fusco. Due attrici, tra l’altro, entrambe legate alla vita di Squitieri per esserne stata l’una la storica compagna e l’altra l’ultima moglie e al quale il progetto di Squitieri (scomparso nel febbraio 2016) era espressamente dedicato. Tuttavia, lo spettacolo non ci è parso mai decollare, per carenza di ritmo, mancanza di presenza scenica e, addirittura, qualche vuoto di memoria.

La trama è ben nota soprattutto per la trasposizione cinematografica del 1968 con Jack Lemmon e Walter Matthau. In casa di Olivia (Ottavia Fusco), donna separata e poco amante dell’ordine, cinque amiche si ritrovano per la settimanale partita di poker. La novità però è che una delle cinque, Fiorenza (la Cardinale), giunge in ritardo, tutta afflitta, dicendo che il marito l’ha lasciata dopo diciassette anni di matrimonio. Alle amiche che le si fanno intorno Fiorenza confessa di essere disperata, tanto da avere ingerito un intero flacone di medicine tratte dall’armadietto del marito medico. Mentre quelle si preoccupano, Fiorenza confessa, però, di averle vomitate per intero nell’ascensore del palazzo. A questo punto le altre amiche vanno via e Olivia offre a Fiorenza, vista la sua nuova condizione di donna sola, di condividere con lei il suo appartamento. Fiorenza accetta ma si rivela sin da subito un’ospite assai difficile da digerire per Olivia. Maniaca dell’ordine e dell’igiene, infatti, è l’esatto opposto di quest’ultima e ben presto la cosa porta a continui scontri tra le due donne: scontri che a Olivia fanno rivivere l’atmosfera del suo fallito matrimonio. Dopo qualche settimana di convivenza, l’acme della contrapposizione si raggiunge una sera in cui Olivia ha invitato a cena due ragazzi spagnoli che abitano al piano di sotto. Fiorenza insiste per preparare una cena in casa ma, distratta dalla conversazione con i due ragazzi in cui è forzatamente coinvolta, lascia bruciare in forno il cibo. I due ragazzi allora inviano, a loro volta, le due a una cena a base di paella nel loro appartamento. Ma Fiorenza rifiuta facendo andare su tutte le furie Olivia che decide di mandarla via. A offrire ospitalità a Fiorenza, tuttavia, sono proprio i due spagnoli e la, donna, un po’ a sorpresa, accetta. La commedia si chiude con la riappacificazione delle due amiche e con il rinnovarsi del rito del poker settimanale.

Il lavoro, come detto, non convince. La Cardinale, 79 anni, al rientro sulle scene dopo dieci, non riesce a nascondere i segni del tempo e la sua recitazione accusa incertezze e stanchezze. Meglio decisamente la Fusco che non riesce, però, a compensare per intero i deficit della partner. Un po’ sopra le righe e a tratti quasi farsesca la recitazione del resto del cast: semplicemente lineare la regia. Al termine applausi di circostanza del pubblico, invero, non molto numeroso.

Palcoscenco 2000 prosegue il 24 gennaio 2018 con Geppy Gleijeses e Mariangela D’Abbraccio in “Filumena Marturano”.