La Spina Verde, parco urbano del Comune di Benevento, concessa come sede agli antiabortisti

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Non si può dire che sia stata accolta male la decisione che ha destinato il parco urbano della Spina Verde alla parrocchia della Santissima Addolorata, al rione Libertà di Benevento. Cinque anni di concessione, fissati da un'apposita delibera che ha segnato, oltretutto, una sorta di inversione di tendenza a palazzo Mosti (leggi: http://ilvaglio.it/article/6380/la-desolata-e-assaltata-spina-verde-affidata-alla-parrocchia-un039opportunita-per-le-varie.html ). Delibera accolta con favore anche da chi, sul territorio, molto si è speso senza lesinare critiche ma al tempo stesso sforzi in direzione di una vivibilità dell'area, e cioè dall'Assemblea Popolare del Rione Libertà ( leggi: http://ilvaglio.it/article/6388/spina-verde-per-5-anni-alla-parrocchia-una-vittoria-del-quartiere.html ). La quale Assemblea, pur non nascondendo qualche perplessità su un affidamento dalla chiara matrice (“...il sindaco ha comunque preferito assegnare il bene ad una realtà ecclesiastica a lui certamente vicina per orientamento culturale, realtà ecclesiastica che, pur avendo sostenuto la nostra battaglia e sottoscritto i nostri progetti dal primo momento, ha poi preferito defilarsi assumendo posizioni meno scomode ed equidistanti...”) ha comunque espresso una certezza: “La concessione di utilizzo della spina verde non rappresenta e non potrà mai rappresentare una gestione privatistica di quegli spazi”.

Poi abbiamo appreso che domenica 10 dicembre, alle 11.30, con la benedizione del parroco don Michele Villani, il Centro di Aiuto alla Vita inaugurerà una nuova sede propri presso il parco della Spina Verde sito al rione Libertà. Offrendo a regime un servizio a partire da lunedì 11 dicembre: “Nella nuova sede, aperta tutti i giorni feriali dalle 9,30 alle 11,30, verranno distribuiti gli aiuti alle mamme che hanno rinunciato a un aborto o a quelle che, trovandosi in difficoltà per una gravidanza inattesa, si rivolgono al Centro per un sostegno. Il sabato sarà dedicato all'accoglienza dei nuovi casi” (si legge sulla sua pagina internet: https://www.centrodiaiutoallavitabenevento.it/il-cav-adotta-la-spina-verde/ ). Naturalmente non manca il risvolto/grimaldello: “Col progetto ‘Spina Verde’ il CAV, in collaborazione con la Parrocchia MSS Addolorata, si prefigge di mantenere lo stato di pulizia e decoro dell'area della spina verde che, per varie ragioni, era abbandonata al degrado e agli atti di vandalismo sulle strutture e attrezzature ivi esistenti”. Come? “Durante il loro turno le volontarie eserciteranno, inoltre, un controllo sulle operazioni di pulizie e cura dell'area verde. Quando necessario - presenza vistosa di cartacce - esse stesse effettueranno interventi di pulizia”.

Dunque, uno spazio pubblico dal sindaco Mastella sub/destinato in una sua parte a un ente privato, che già fruisce di un suo punto (“…sede riservata esclusivamente ai colloqui con le gestanti che fanno richiesta dell'aborto legale…”) presso l'ospedale Rummo di Benevento. Ma soprattutto lo spazio pubblico viene schierato con decisione su posizioni anti-abortiste, ovvero rappresenta solo una “parte” ben identificabile delle due in campo. L'altra parte, in verità, è la Norma, la legeg dello Stato Italiano, perché l'Interruzione Volontaria della Gravidanza è scolpita nella 194 del 1978, ancorché perfettibile in alcuni passaggi (l'abuso dell’obiezione di coscienza, per esempio), e confermata da una schiacciante volontà popolare (68%) attraverso il referendum del il 17 maggio 1981. Questo dice la storia.

Accadrà, quindi, a Benevento che una filiera ispirata da princìpi religiosi (si parte da palazzo Mosti, si attraversa a parrocchia dell'Addolorata, si giunge al Centro Aiuto alla Vita) mescoli alla manutenzione del verde della Spina un po' di propaganda (basta leggere) che, nella prassi attuata, consiste nella negazione di un diritto. Per prepararci all’avvento “sono stati diffusi in Chiesa 1000 volantini in allegato e 50 locandine per un duplice scopo: ottenere un'altra fonte di finanziamento per le finalità del Centro al servizio della Vita e, nello stesso tempo, mantenere il decoro del loro ambiente a servizio dei bambini. L'impegno in attività di utilità sociale degli assistiti (le mamme o, in loro vece, i consorti o genitori, almeno di quelli che vivono nella zona), attenua in loro la percezione, un po' sgradevole, di ricevere un'elemosina dal CAV”.

Potrà pure star bene a qualcuno, pur essendoci comunque evidenti motivi che sconsigliano, per usare un eufemismo, una così marcata e militante presenza, ma che come minimo sia rispettato dal concessionario (dalla Parrocchia) un rapporto di pari opportunità: ci auguriamo, pertanto, che – dovesse qualche altra associazione far richiesta per aprire una sede nella medesima area, per quanto di orientamenti opposti a quelli curiali e antiabortisti – sia dimostrata medesima apertura.