Spina Verde e doppiopesismo di Mastella. Gli errori del parroco e del vescovo di Benevento: la mafia è reato, l'aborto no

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L'arcivescovo Felice Accrocca e il sindaco Clemente Mastella
L'arcivescovo Felice Accrocca e il sindaco Clemente Mastella

Come era prevedibile, su una materia ampiamente ‘divisiva’ (si direbbe così, oggi) come l’interruzione volontaria della gravidanza sono emersi dissidi e contrarietà all’atto dell’inaugurazione di una sorta di sede secondaria del Centro di Aiuto alla Vita – associazione antiabortista che dell’integralismo sul tema fa missione - nella Spina verde del rione Libertà. In uno spazio pubblico, cioè, concesso dal Comune alla Parrocchia della Santissima Addolorata, retta da don Michele Villani.

Il Vaglio ne ha già parlato sottolineando come impropria l’iniziativa, perché maschera la pregiudiziale ideologica (e lo fa ancora oggi, a leggere tutti i resoconti mediatici sul confronto sorto ieri mattina durante la detta inaugurazione) sotto le vesti svolazzanti della cura e della manutenzione dell’area. Opera di cura, peraltro e quantomeno, portata avanti con altri mezzi da altre realtà associative del rione… senza inalberare vessilli.

Che l’iniziativa della parrocchia sia stata inopportuna e percepita pure come tale, lo dimostra la scoperta, tardiva, dell’intenzione di attribuire il secondo casotto all'associazione “Libera, perché crei un presidio di quartiere contro i comportamenti mafiosi. In questo caso mi pare la risposta sia decisamente laica”, ha confessato don Villani al Mattino. Porre incautamente sul medesimo piano un presidio contro il crimine e un presidio contro quello che viene ritenuto un crimine e non lo è, per legge, non è affatto la stessa cosa. Anzi, testimonia pertanto e ancora la strumentalità alla base della decisione assunta dal parroco.

Quanto poi il nervo scoperto del vero integralismo venga ancor più rafforzato dall’episodio di una contestazione sui temi (come dimostrano le note stampa degli attivisti del L@p Asilo 31 o del collettivo Wand), ovviamente portata poi in piazza vista la sordità istituzionale (e della Curia Arcivescovile), lo dimostrano le parole del sindaco Mastella, che, ricorda sempre Il Mattino, “si è detto contrario a queste forme di proteste e ha ricordato loro (al centro sociale L@p, Ndr) che non pagano da anni per l’uso di alcune strutture che fanno parte degli immobili del Comune”. Vale a dire che non c’è motivo di protestare avendo peccati da scontare…

Ma anche in questo caso ci sono soluzioni che non sono il silenzio per grazia ricevuta: assumersi la responsabilità di uno “sfratto” degli asseriti morosi oppure analizzare quanto sia da ritenersi valida l'azione sul territorio del L@p, di tali realtà che sono pensanti, e quindi anche critiche. E se così è, allora, di conseguenza, gli va pure riconosciuta una sede, come al Cav.