Decariani e mastelliani non sono bambini. Benevento sempre più periferia: il vero "merito"

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Clemente Mastella e Umberto Del Basso De Caro
Clemente Mastella e Umberto Del Basso De Caro

Erroneamente si attribuisce la competitività vana ed esasperata ai bambini. Il primeggiare fine a se stesso, come quello per spirito di rivalsa, è degli adulti. I bimbi vogliono solo giocare per il piacere di farlo ed è semmai per compiacere i propri genitori che tendono ad attribuirsi primati e vittorie, prevalenze; perché a tanto sono stimolati da padri e madri. Quindi non si dica che la pietosa contesa messa in atto (clicca per leggere) da esponenti politici mastelliani e decariani ricordi certe querule dispute infantili: "Il merito è mio!", "No, è mio!", "Stupido tu!", "Bugiardo tu!". Frasi sovente annuncianti il successivo accapigliarsi dei pargoli.

Anzi, nel caso in esame la situazione è diametralmente opposta. Gli adulti in polemica hanno come solo scopo vincere. Anche tramite la sola propaganda poiché pensano che i destinatari della stessa siano ingenui, appunto come dei bambini, cui poter far credere di tutto. Siccome nell'ultimo bisticcio mediatico, uno dei tanti, hanno superato ampiamente la soglia del ridicolo, meritano una vagliatura speciale.

In palio, quindi, c'è l'attribuzione della paternità del futuro arrivo dei fondi statali, per finanziare dei progetti di recupero delle periferie di Benevento. I mastelliani amministratori della città sostengono che è merito loro dato che quei progetti hanno presentato; i decariani replicano che il merito è del Governo a guida PD, e in particolare dell'indigeno sottosegretario, che alla fine ha finanziato tutti i progetti (Nel primo screening ne aveva finanziati solo 24 e quello del Comune di Benevento era giunto 114° in graduatoria su 120). Nel rivendicare "cotanto merito" ogni contendente ha dato all'altro del bugiardo.

Quel che è certo è che hanno superato il limite. Un elementare esame logico dei fatti sancisce che nessun merito ha il Comune a guida Mastella perché non solo non è stato in grado di entrare inizialmente tra i primi 24 finanziati, ma è anche precipitato fin quasi all'ultimo posto tra i 120 concorrenti; tanto meno ha meriti il PD locale: essendo stati recuperati tutti i progetti presentati in Italia e non solo alcuni, i fondi sarebbero giunti comunque al Comune di Benevento, a prescindere... O il PD locale pensa che tutti i Comuni italiani, quelli dei riammessi 96 progetti, debbano omaggio al prode Umberto?

L'esperienza dice che i danni di questa nostrana politica non si limitano a queste insulsaggini sugli inesistenti meriti per i finanziamenti. Tali progetti, infatti e purtroppo, poi si appaltano (con le immancabili rogne del caso); benché raramente si completano (Piazza Duomo, Malies, Parco Cellarulo eccetera); e, quando si realizzano, spesso peggiorano la qualità urbanistica della città (ancora Piazza Duomo e poi Piazza Colonna, Piazza Bissolati, eccetera).

L'esperienza, però, dice anche che i beneventani premiano, come dei devoti, i due leader delle fazioni contendenti la paternità dei fondi per le periferie. I due, con brevi interruzioni, sono attivi e influenti nelle istituzioni: Del Basso De Caro dal 1975, Mastella dal 1976. Sono dunque gli elettori beneventani che hanno davvero "il merito" di aver fatto diventare sempre più periferia la loro città...
E cotidiana ventilatione, singulare granum. C.P.