Telesina e Napoli-Bari, danno e beffa: da quando i politici annunciano grandi opere è aumentato l'isolamento

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Il cappello dell'odierno articolo d'apertura di pagina, del giornale più restio nel criticare i potenti a Benevento, è più che emblematico per come, involontariamente, aiuta a capire il contesto sannita: "I lavori del primo lotto, da San Salvatore Telesino a Benevento, per un costo di 400 milioni, partiranno nel corso del 2018. L'adeguamento a quattro corsie della Statale 372 Caianello - Benevento, la Telesina, in base al cronoprogramma dovrebbe partire a distanza di 17 anni dal suo inserimento nell'elenco delle Grandi Opere di interesse nazionale" (Il Mattino, pagina 31). Il carattere corsivo dei due verbi è nostro. Serve a sottolineare che, mentre inizialmente si dà una notizia e si asserisce usando il modo indicativo ("partiranno"), subito dopo, nel periodo successivo, si mette lo stesso dato in dubbio ("dovrebbe partire"), passando al modo condizionale.

Il raddoppio della Telesina e la realizzazione della ferrovia ad Alta capacità - Alta velocità, Napoli- Bari via Benevento sono stati il leit-motiv propagandistico dei vari parlamentari sanniti, d'ogni parte; essi hanno annunciato (e annunciano ancora), con l'attuazione di entambe le opere, le meravigliose sorti e progressive per queste terre che pagano, tra tanti limiti, l'isolamento rispetto alle principali vie di comunicazioni stradali e ferroviarie. Non si ha più il coraggio di indicare quando queste opere evocate, più o meno finanziate del tutto, diverranno realtà.

Per la Telesina - se mai si farà -, forse, non dovrebbero essere più tempi biblici, a differenza della ferrovia che costerà 6,2 miliardi di euro e (ottimisticamente) dovrebbe essere ultimata nel 2026. Di quest'ultima se n'è discusso per tutto il primo decennio di questo secolo: i primi stanziamenti sono datati 2009. Chissà se mai si completerà: la realizzazione del tratto Apice - Orsara (data la conformazione orografica e geologica) sarebbe complessa anche se si trovasse in Giappone o in Germania (paesi virtuosi, alacri e capaci non proprio come l'Italia).

Tacciamo qui sull'altro grande intervento per anni propagandato nel frattempo, accanto alle due grandi opere: la piattaforma logistica per lo stoccaggio di merci. Non se ne sta parlando più: talvolta l'indecenza ha un limite...

Ebbene, in tutto questo interminabile promettere e annunciare, nel quale al massimo può essere certo il "se", ma assolutamente dubbio rimane il "quando" le due opere saranno realtà, l'unico aspetto sicuro è l'isolamento. Che, mentre i politici parlavano e promettevano, è aumentato, soprattutto quello ferroviario.

Due sole cose andavano (e vanno) fatte in questo cinquantennio, dall'avvio della Telesina:
1) avvicinare Benevento a Napoli! Se non facendo diventare da nazione civile l'antica tratta ferroviaria via Cancello (detta "Valle Caudina"), almeno ovviando tramite un adeguato servizio di autobus, con numerose corse giornaliere e non così carente come l'attuale;
2) se non aumentare, almeno mantenere il numero dei treni per Roma e Bari che si fermavano a Benevento prima che si iniziasse a far chiacchiere sull'Alta capacità - Alta Velocità. Perché Benevento e il Sannio, dal punto di vista dei collegamenti stradali e ferroviari, sono peggiorati tantissimo di quando i politici locali hanno cominciato ad annunciare che sarebbero stati molto meglio. Oltre al danno, la beffa.
E cotidiana ventilatione, singulare granum. C.P.