Il veleno nella coda: un calcio di rigore trasformato in pieno recupero da Lapadula rende amaro il panettone del Benevento

- Sport IlVaglio.it

Panettone amaro, in casa Benevento: come accaduto in altre circostanze, il veleno del risultato negativo (il diciassettesimo) è maturato nella coda dell'incontro disputato a Genova. Finalmente seguito l'esempio anglosassone su tutti, il campionato di serie A di calcio ha colto, da calendario, l'occasione (anche di svago) natalizia, schierando le sue forze in campo. Nell'ultima trasferta di questo 2017, la cui prima parte si è chiusa con giubilo e la seconda è stata costellata di croci, il Benevento – va detto subito - ha retto con merito fino al 47' della ripresa, quando purtroppo una incertezza di Belec in uscita (ma la difesa non è esente da colpe) ha dettato un penalty per il Genoa, trasformato da Lapadula (che aveva subito il contatto del portiere giallorosso). Eppure gli stregoni avrebbero potuto davvero, con la forza di una volontà che non ha rasentato affatto – come poteva essere prevedibile – la disperazione, contendere almeno un punto al Genoa di Ballardini. Che finora non era mai riuscito a vincere in casa, ed ha concluso l'anno sportivo azzerando tale non invidiabile primato.

Il primo tempo è stato diviso a metà, se non per una netta supremazia territoriale almeno per pressione esercitata sull'avversario: un paio di occasioni da rete per i giallorossi (la più grossa con Puscas su assist di Ciciretti), due legni (palo di Pandev e traversa di Rigoni) dei genoani sul declinare della frazione. La ripresa, invece, è stata piuttosto... monotona nel far riempire i taccuini dei cronisti delle occasioni da rete dei padroni da casa (Pandev, Lapadula su tutte) che talora hanno pagato dazio alla bravura dei singoli (Belec, Lucioni per esempio), talora alla sfortuna. Il Benevento ha giocato di rimessa (i limiti sono stati i soliti), come si suole classicamente dire, ed avuto la palla-gol (27' della ripresa) che poteva cambiare il verso della gara col più classico dei contropiede su un recupero nella propria metà campo: la superiorità numerica si è invece chiusa (serviti da Lombardi) sui piedi di Chibsah, che si è fatto respingere un tiro a botta sicura dal portiere Perin e, sulla respinta, da Laxalt. Pochi giri di lancetta e spettacolare (anche se fallosa, e Rosi lascia il campo) sforbiciata in area genoana di Del Pinto: due fiammate che hanno 'legalizzato' la resistenza strenua della squadra di De Zerbi. Costretta ad imboccare ancora una volta con mestizia gli spogliatoi, recriminando sempre e soltanto sulla mancata di tenuta psicologica che vanifica qualsiasi altro sforzo, tecnico e tattico, per cercare di sopperire alla palese inferiorità rispetto alla categoria affrontata.

***

Il tabellino:

GENOA: Perin; Izzo, Spolli, Zukanovic; Rosi (dal 33' s.t. Biraschi), Rigoni (dal 10' s.t. Lapadula), Veloso, Bertolacci (dal 32' s.t. Cofie), Laxalt; Taarabt; Pandev. (Lamanna, Brlek, Galabinov, Gentiletti, Omeonga, Ricci, Rossettini, Rossi, Zima). All. Ballardini

BENEVENTO (3-4-3) Belec; Djimsiti, Lucioni, Costa; Lombardi, Del Pinto, Cataldi, Letizia (dal 32' p.t. Venuti); Ciciretti (dal 25' s.t. Chibsah), Puscas, Parigini (dal 12' s.t. Gyamfi). (Brignoli, Armenteros, Brignola, Coda, Di Chiara, Gravillon, Memushaj, Viola). All. De Zerbi

ARBITRO: Abisso di Palermo

NOTE: Ammoniti Lucioni, Del Pinto, Zukanovic, Lapadula, Cataldi, Belec e Lombardi

RETI: 47' s.t. Lapadula (rigore)