L'anno scorso si, quest'anno no: 'botti' di Capodanno, nessun divieto specifico del Comune. Solito appello al senso di responsabilità...

- Opinioni IlVaglio.it
foto di repertorio
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Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, nel pomeriggio di venerdì 29 dicembre ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Invito le beneventane e i beneventani a evitare l’utilizzo di petardi, botti e fuochi d’artificio. Faccio appello al senso di responsabilità di ognuno ed alla sensibilità collettiva: i rischi sono noti. Festeggiamo l’arrivo del nuovo anno nel rispetto di tutti, evitando di arrecare disagi alle persone e sofferenza agli animali. Tanti auguri a tutti!”. Fin qui la comunicazione. Che resta appunto una 'semplice' nota stampa. Ovvero, a leggerne il contenuto sotto altro, e rispettabile, aspetto, un atto che manca di coraggio amministrativo. Il sindaco Mastella, infatti, ha smentito – a distanza esattamente di un anno (29 dicembre 2016, il precedente che qui ricordiamo) – il sindaco Mastella.

Non essendo cambiato nulla rispetto ad allora (medesima vigilia di un Capodanno), se non il foglietto sul calendario, non si comprende perché 12 mesi fa si avvertì la necessità di emettere l'Ordinanza n. 110/2016 (“...finalizzata alla tutela della persona e degli animali dai possibili danni derivanti dall'utilizo di fuochi artificiali, petardi, botti, razzi e simili artifizi pirotecnici...”) ed oggi no.

Perché 12 mesi fa si rese necessario “garantire la sicurezza di ciascuno e migliorare le condizioni di vivibilità del territorio, salvaguardando la convivenza civile e e la coesione sociale” ed oggi no.

Perché 12 mesi fa fu fatta propria la previsione del divieto di 'esplosioni' dalle “ore 14 del 30 dicembre 2016 fino alle ore 8 del 2 gennaio 2017”, la cui inosservanza veniva punita con “l'applicazione di una sanzione pecuniaria da 25 a 500 euro” ed oggi no.

Inutile girarci intorno, inutile arrovellarsi, inutile scavare alla ricerca di motivazioni che non ci sono.

L'unica Ordinanza che il sindaco ha ritenuto di promulgare (n. 113354 appunto del 29 dicembre 2017), molto più prosaicamente interessa la 'tutela' della serata del 31 dicembre che il Comune ha allestito nell'ambito dei festeggiamenti compresi nell'InCanto di Natale. Si parla, cioè della 'sicurezza' della manifestazione musicale in programma, da attuare attraverso vari dispositivi:

di traffico, con l'interdizione della circolazione veicolare nelle aree interessate dalla manifestazione;

che tutelino la pubblica incolumità attraverso il divieto, agli esercenti, di vendere bevande di qualsiasi tipo in bottiglie di vetro o lattine metalliche;

di sanità ambientale, con l'invito agli esercenti di provvedere alla raccolta differenziata ed a lasciare pulita l'area interessata al termine della manifestazione;

ed ovviamente di 'safety' in senso stretto, con un piano di emergenza e di evacuazione a cura del responsabile dell'amministrazione individuato all'uopo.

Non è poco, attenzione, ma è certo anche quanto previsto dalla normativa vigente. Il passaggio ulteriore, quello sui 'botti' che c'è stato un anno fa, quest'anno è venuto meno. Sostituito dal solito invito alla responsabilità. Che i beneventani hanno disatteso in più di una circostanza, dimostrando che – almeno in teoria – ci sono evenienze per le quali funziona più e meglio un regime sanzionatorio: sempre che al tempo stesso funzioni anche un sistema di controlli... Ma qui è meglio fermarsi.