Villa Comunale: Mastella alle porte ! Annuncia di volerla sfruttare a fini turistici. Ci canti solo...

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"L'opzione turistica intriga molto Mastella, la villa comunale è una delle potenzialità da sfruttare...", così ha scritto il 31 dicembre Il Mattino, giornale di riferimento del sindaco di Benevento, nel resoconto sulla conferenza di fine anno del primo cittadino. Un'intenzione che ha di che far tremare le vene ai polsi. Finora lo splendido giardino pubblico di Viale Atlantici si era salvato dalle nefaste conseguenze degli interventi posti in essere dagli ultimi sindaci della città, tutti contrassegnati dalla volontà di "voler meglio sfruttare le potenzialità" di altre sfortunate zone di Benevento: Piazza Duomo, il Mercato dei Commestibili, l'area di Cellarulo, Piazza Colonna, la Colonia Elioterapica... Senza riandare ai predecessori che, mossi da medesime intenzioni, hanno distrutto con l'orrendo cemento la bellezza naturale dei rilievi della Pacevecchia, di Capodimonte, della Gran Potenza... La villa comunale finora s'era salvata, ebbene, ora Mastella è alle porte !

Il bel giardino pubblico fu realizzato su progetto dell'allora direttore dell’Orto Botanico di Napoli, Alfredo Dehnhardt, tra il 1875 e il 1880 (sindaco di Benevento Giuseppe Manciotti). Ricorda lo stile inglese, con vasche e un laghetto che garbatamente abbelliscono il verde paesaggio, tra percorsi pedonali apparentemente spontanei e comunque privi di un ordine geometrico. Secolari pini, cedri e ippocastani, tra gli altri, svettano su prati e aiuole pure fatte di piante esotiche e rare. Qua e là, discreti, compaiono dei busti di alcuni illustri personaggi della storia locale. Nel 2003 la villa ha avuto una ristrutturazione; prima, sull'originaria rotonda, è sorta una cassa armonica (se non andiamo errati, nel 1990). Da poco più di un mese, infine, è stato annunciato il funzionamento di un sistema di videosorveglianza collegato alla sala operativa della Polizia municipale.

La villa è stata il piccolo eden in terra dei bambini e delle bambine della città, al suo interno liberi di scorrazzare al riparo dei veicoli e di ammirare cigni e papere. Meta immancabile per le coppiette e le loro effusioni e per gli anziani che v'hanno trovato, per oltre un secolo, sollievo, riparo, riposo.

In particolare, negli anni settanta, fu utilizzata dai comunisti locali come sede di celebrate feste dell'Unità, con le esibizioni di artisti di vaglia (tra gli altri Daniele, De Gregori, Dalla, Gaetano). Successivamente, altre manifestazioni vi si sono tenute, ma - attenzione - solo per brevi periodi, qualche settimana estiva.

In ogni caso il potere ne ha sempre rispettato la sua, quasi sacrale, intangibilità, come di un'oasi nella vita sociale ed economica: qualche opera di maquillage contro le inevitabili ingiurie degli anni o i danni delle nevicate; qualche albero moribondo abbattuto per prudenza; qualche panchina sostituita; un discutibile restauro del punto di ristoro esistente, ma niente di più. Per preservarla al massimo, al suo interno non si può nemmeno andare in bici, né vi si può giocare a pallone!

E' un gioiello datoci in prestito dagli avi per conservarlo ai discendenti per quello che è stato: un luogo di contemplazione e sereno godimento della bellezza e della natura, a nessuno è venuto in mente di sfruttarla...

Per cui la volontà dell'attuale sindaco ceppalonese di volerla "sfruttare a fini turistici" non può che suscitare sgomento. Ancor più vista la qualità dell'offerta in materia finora proposta, oltremodo disinvolta, diciamo così..., da ultimo le giostre natalizie ai piedi della Rocca dei Rettori (ahinoi, già sull'uscio dell'ingresso principale della villa).

Il rispetto che tale "sfruttamento turistico" potrà avere per la storia e il genius loci della villa è dunque facilmente immaginabile e assolutamente temibile.

L'appena eletto sindaco Mastella non ha avuto alcun problema a esibirsi una sera personalmente come cantante: più che improbabile. Sulla rete della performance v'è traccia. Invitiamo ad avere il coraggio di ascoltarla, perché aiuta a comprendere la materia in questione, quel fare (nella specie il cantare) indipendentemente dalla qualità di ciò che si genera, che si è capaci di produrre o di distruggere.

C'è ancora qualche speranza però per la stupenda villa beneventana del Dehnhardt che risiede nei termini 1) propaganda: molte delle cose che i politici annunciano poi non vengono realizzate; 2) damage control, cioè, riduzione del danno; che Mastella, nei prossimi tre anni di suo sindacato, si limiti ad andare a cantare in Villa, di tanto in tanto.
Non ci resta che essere pragmatici.
E cotidiana ventilatione, singulare granum. C.P.