Mensa negata - Infiniti gli ultimatum come le figuracce per la Giunta Mastella

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La mensa potrebbe cominciare con l'apertura delle scuole, già l'8 gennaio”. Ma – naturalmente... vien da dire -, c'era una subordinata: tutto dipendeva, così riportava Il Mattino del 30 dicembre 2017, da un incontro “del 3 gennaio” fra la società cooperativa Quadrelle 2001 ed il Comune. Ora: inutile chiedersi perché adoperare il verbo al condizionale e non magari al presente, già il 4 gennaio, perché il desiderio di volare senza paracadute a volte offre la gioia intensa di atterrare prima degli altri su una notizia (anche prima che essa diventi, magari, una non-notizia).

Ottemperiamo ad un obbligo”, così il sindaco Mastella fece eco all'annuncio nel corso della sua conferenza stampa di fine anno, riferendosi alla sostanziale aggiudicazione per verdetto (del Consiglio di Stato) della gara per la ristorazione scolastica, ennesima rovinosa eredità del centrosinistra (Pepe-Moschella) – nelle parole dell'attuale primo cittadino.

Quindi, nessun disfattismo mediatico per questo passaggio d'anno appena alle spalle ma semplicemente “lo sguardo dritto e aperto nel futuro” (e Bertoli ci perdoni...):

- che sia l'assenza del (ritenuto) pregiudizio a occupare la scena;

- che l'augurio dello scodellamento riscaldi le tante notti fredde di una procedura-Penelope;

- che l'approdo sulle tavole sia anche il porto cui attraccare le ambizioni politiche dell'attuale amministrazione, frustrata come la precedente nel tentativo di venire a capo di un guazzabuglio certo non creato dagli alunni, dai dirigenti scolastici, dall'opinione pubblica: “Non è colpa mia… Avevo finito la benzina… La lavanderia non aveva pronto il mio vestito… C’è stata un’esondazione… Le cavallette, c’erano le cavallette!” (e Jake Blues pure ci perdoni).

Piuttosto, ora che la corsa è tornata al punto di partenza assume un bagliore sinistro anche il cambio della guardia al timone dell'assessorato: avendo deciso un tribunale, nessuna bandierina è riuscita a piantare sulla vetta dell'annosa vicenda il primo assessore al ramo, nessuna bandierina è riuscita a piantare il secondo assessore al ramo. Tanto valeva non nominarli proprio gli assessori. E i dirigenti, e neppure scrivere bandi che hanno avuto la necessità di essere scritti nuovamente, e neppure di appaltare gare a breve e lungo termine, e neppure promuovere dibattiti in Consiglio comunale.

Bastava sedersi sulla riva del fiume (Sabato o Calore, a scelta: muovono a pietà entrambi) e aspettare, per vedere passare il cadavere dell'irresolutezza politico/amministrativa (fattasi ormai motto proverbiale: a Benevento dici 'mensa'... e pensi solo alla Caritas).

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A proposito dell'assunto di partenza: gli ulteriori sviluppi? CVD, verrebbe da dire. Che è (Wikipedia) “una polirematica ... posta abitualmente al termine di una dimostrazione matematica per segnalare che la validità di un teorema o più generalmente di una opinione, è stata definitivamente dimostrata”.

Niente pasti a scuola lunedì”, cioè lunedì 8 gennaio 2018, data della ripresa dopo la pausa natalizia. E “nuovo ultimatum” in scadenza – stavolta - venerdì 5 gennaio 2018 per le due ditte che, insieme in una associazione temporanea, hanno diritto, dopo il lungo ed estenuante iter di pronunce giudiziarie, a rifocillare le bambine ed i bambini. Sempre che trovino un notaio che ratifichi la loro 'unione' in Ati. E' quanto porta a conoscenza dei lettori, ma anche dell'opinione pubblica, appunto Il Mattino di oggi, 4 gennaio 2018.

P.S.: Già che ci siamo, chiusura in bellezza con la Treccani sull'ultimatum: “intimazione definitiva e perentoria”. Meno definitiva e perentoria del previsto, evidentemente, prospettandosene uno nuovo. Che il termine traccheggio vada meglio?