Soldi per l'accoglienza spesi per il divertimento a Benevento: la coesione sociale per la Giunta di Mastella e per l'Istat

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Maria Carmela Serluca
Maria Carmela Serluca

Sembra la consueta tattica del guardare il dito e non la luna, e cioè un atteggiamento inteso quasi a depistare l'attenzione dell'opinione pubblica, prima ancora che offrire un contraddittorio politico al giudizio dei cittadini, l'ultima nota ufficiale degli amministratori pro tempore del Comune di Benevento. Nella quale con ardore e un po' d'ardire, peraltro “d'intesa con il sindaco Mastella”, l'assessora alle Finanze del Comune di Benevento, Maria Carmela Serluca difende l'operato della Giunta rispetto a quanto emerso polemicamente, in questi giorni (ultimo caso, l'addio alla maggioranza della consigliera comunale mastelliana Delia Delli Carri) dalla lettura “della Delibera 209/2017 del 22 dicembre” scorso. Delibera che ha inteso effettuare la distribuzione delle “somme erogate dal Ministero dell'Interno sono quelle previste dal fondo iscritto nella missione 'Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti' nel Programma 'Flussi migratori interventi per lo sviluppo della coesione sociale, garanzia dei diritti, rapporti con le confessioni religiose'".
250.000 euro, circa, alla Benevento attenta e solidale, non vincolati “a specifica destinazione”, ricorda Serluca. Una parte dei quali (“40.000 euro... tolti a favore dell’evento InCanto di Natale”) citati da Delli Carri nella sua doglianza , una parte ritenuta da Serluca “minoritaria” (è pari al 16%) rispetto ad altri interventi su scuole, cimitero, ambiente, eccetera, progetti in favore delle fasce deboli e dei migranti stessi (questo è il “dito”, Ndr) – e certo l'elenco completo e ufficiale degli impieghi permetterebbe di valutare la quota percentuale di ognuno di essi in rapporto a quella citata in precedenza per avere un concetto più ampio di “minoritario”.

Comunque, tutto ciò, nelle parole di Serluca, dovrebbe zittire malelingue e critiche. Perché non è “corretto soffermarsi e strumentalizzare solo alcune somme (questa è la “luna”, Ndr) senza considerare tutti gli interventi realizzati nella piena correttezza delle norme”. E la strumentalizzazione investe, per il Comune, appunto una cifra, quella destinata ad InCanto di Natale, “che ha comunque la finalità di realizzare eventi (la palla, l'albero, Arisa, Radio Company, le casette del torrone, il mini luna park sotto la Rocca – tra gli altri, Ndr) nello spirito di realizzare coesione sociale”.

Per l'Istat la coesione sociale è “la capacità della società di promuovere il benessere di tutti i cittadini, riducendo le disparità e contrastando l’emarginazione”.

Per Clemente Mastella InCanto di Natale “è una manifestazione che abbiamo voluto anche per spingere all’ottimismo in un momento non semplice come quello odierno in cui il Sud vive una grande disaggregazione sociale”.
Per l'omnidirettore artistico Renato Giordano è la “novità della gigantesca palla dove poter fare un selfie”.
Per i tanti o pochi che hanno affollato strade e luoghi è stato un cartellone di appuntamenti “natalizi”, cioè circoscritti nel tempo, riusciti o meno riusciti: la gente s'è divertita (benessere); gli eventi sono stati per tutti (nessuna disparità); gli spettacoli sono stati inclusivi (nessuna emarginazione).
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Ma quest'Istat straparla...