Spina verde ancora sfregiata dai vandali al Rione Libertà. Le responsabilità sono diverse e non va fatta confusione

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Mentre ancora non si smorza l'eco dell'ultima, controversa decisione adottata dalla Giunta Comune di Benevento in tema di concessione di spazi alla Spina Verde del Rione Libertà (l'Arpac nella Mediateca, leggi: http://ilvaglio.it/article/6654/l039interpretazione-2018-dell039amministrazione-mastella-degli-spazi-sociali-della-spina-v.html), la cronaca e la marea social diffondono immagini e commenti ancora su un atto di vandalismo nella zona. A essere preso di mira, ora, è stato l'Auditorium, struttura che dovrebbe andare in gestione al Conservatorio di Benevento una volta ultimato il percorso burocratico dell'intera proprietà comunale sull'area. Oggi, quindi, è 'terra di nessuno', se non degli autori del gesto e in barba alle parole scandite dall'assessore comunale Mario Pasquariello (ottobre 2016): “Abbiamo... attivato un servizio di vigilanza privata che consenta la tutela notturna delle opere realizzate nell’ambito della Spina Verde, segnatamente della Mediateca e dell’Auditorium”.

Come per l'oltraggio alla Mediateca che motivò le parole del medesimo assessore (alle opere pubbliche), anche il bis non richiesto all'Auditorium ha scatenato critiche feroci, in particolare da parte del centro sociale L@p Asilo 31 e dal secondo Meet up grillino della città, “Partecipazione a 5 Stelle”. Il cui dito è puntato contro l'amministrazione mastelliana e la sua politica degli annunci (tra i quali, giocoforza, qualcuno pure si concretizza...). Come più volte ripetuto, la riqualificazione del rione Libertà è divenuta, in mano al centrosinistra di governo, una mossa elettorale: il nastro alla Spina Verde è stato tagliato poche settimane prima del voto amministrativo, la successiva raccolta nell'urna è stata però di soli fichi secchi. Il quadro nient'affatto rifinito degli interventi effettuati coi fondi europei ha rappresentato un'eredità pesante per l'attuale, peculiare centrodestra targato Mastella che ha arrancato, e lo fa ancora, nel trovare partnership in grado di sollevare il Comune dagli oneri connessi alla vivibilità sociale della struttura, negando però sempre 'cittadinanza' alle associazioni del quartiere e agli operatori sul territorio. Fin qui, dunque, il colpevole atteggiamento istituzionale: quello di prima, quello di adesso.

Che però, come fanno i movimentisti della zona, “l'ennesima vandalizzazione dell'auditorium della spina verde ha precisi responsabili: Clemente Mastella e la sua giunta cieca ed incapace” (come riporta Ottopagine), ciò non risponde al vero su un qualunque altro piano che esuli dal politico. Un passaggio, questo, evocato nella sostanza pure dai pentastellati, che hanno almeno il buon senso di aggiungere giusto qualche (timida) riga su ben altro aspetto, cioè sui “ragazzi che vandalizzano strutture come questa, ignorando i basilari principi di una società civile”.

Il deperimento di un bene pubblico per incuria o incapacità varie non può infatti giustificare l'immotivata barbarie che si traduce in una coazione a ripetere atti vandalici fini a se stessi e di nocumento alla comunità tutta. Se la denuncia di Partecipazione a 5 Stelle diviene più stentorea e se dal L@p Asilo 31 mettono in moto un meccanismo di persuasione e controllo su un territorio che hanno dimostrato (con buoni risultati) di conoscere anche meglio dell'amministrazione cittadina, mettendo alle strette il palazzo (Mosti) pure su quest'aspetto, avranno più che piena ragione nell'avanzare doglianze che non siano alla fine contrapposizioni prevedibili.

Prendere nettamente le distanze, e dichiararlo, e darsi da fare per salvaguardare un patrimonio comune – per quanto l'ente locale, a loro dire, non lo meriti neppure – è un comportamento di tale responsabilità che non potrà non far emergere quanto l'approccio al tema sia diverso. Una “diversità” da indossare con orgoglio. Ma fino a quando sotto il pentolone della accidia politica (che è colpa grave) viene accesa la fiammella della cronaca nera, invece di lasciare che il brodo s'asciughi per negligenza del cuoco, quest'ultimo avrà facile gioco ad accampare sempre qualche scusa.