Porte girevoli alla Rocca: Sannio Europa tra avvisi pubblici, nomine, dimissioni, e ancora avvisi pubblici, nomine...

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Tra nascita e… morte della procedura amministrativa passarono due settimane. Un tempo, se vogliamo, breve (allora, e accadrà anche adesso). Da portare ad esempio dell’efficienza di una pubblica amministrazione, per quanto – a conti fatti – forse gran parte del lavoro era già alle spalle, nella fase di analisi “politica” della nomina in questione: che è stata quella di amministratore unico della società Sannio Europa, interamente partecipata dalla Provincia di Benevento. Tra il 4 e il 18 ottobre 2017, quindi, si è consumato il rito dell’avviso pubblico , dell’analisi dei curricula, della scelta. Alla fine, quella di Gaetano (Nino) Del Vecchio, con tanti ruoli pubblici già ricoperti nel passato e comunque esponente di primo piano del Pd sannita, nel quale – ovviamente – milita anche il presidente, pro tempore, della Rocca, Claudio Ricci.

Poca o nessuna importanza s’è data alla notizia delle dimissioni di Del Vecchio dalla carica negli ultimi giorni dell’anno che passò. Notizia ovviamente trapelata e non diffusa in via ufficiale, come accaduto per l’atto di nomina (ed ora anche col nuovo avviso pubblico: http://ilvaglio.it/article/6667/cercasi-amministratore-unico-per-sannio-europa-un-nuovo-avviso-pubblico.html): basta quest’elemento per comprendere la diversa portata degli eventi e il sostanziale imbarazzo di un partito e di un presidente di ente locale. Del Vecchio ha tirato i remi in barca dopo appena un paio di mesi, di certo resi complessi – ma già il giorno dopo la sua investitura (19 ottobre 2017) – dalla prima pronuncia del tribunale cittadino relativamente ai ricorsi dei dipendenti della fallita Art Sannio Campania, agenzia pure ‘filiazione’ della Provincia, meno riuscita. Dipendenti per i quali è stato dettato il reintegro appunto in Sannio Europa, ombrello sotto il quale erano transitati quando le acque di Art Sannio hanno cominciato a incresparsi.

Dunque, solo due mesi dopo il sorgere del problema e “delle possibili opzioni che la società Sannio Europa può percorrere anche alla luce dell’obiettivo prioritario di salvaguardare i posti di lavoro nel contesto del rigoroso rispetto delle leggi vigenti e del quadro economico-finanziario di riferimento in cui opera Sannio Europa”, sono sopravvenuti più gravosi impegni professionali (è avvocato) per l’amministratore Del Vecchio. Che ha valutato come sarebbe occorsa “una partecipazione straordinaria e quotidiana per corrispondere alla straordinarietà del momento che sta attraversando “ Sannio Europa. Gettando la spugna dal prestigioso incarico politico, foriero evidentemente di grattacapi inattesi rispetto all’ordinaria evidenza istituzionale che esso avrebbe fornito. Meglio qualche onore in meno, e quindi anche qualche onere.

Quel che stupisce, invece, stante appunto l’eccezionalità del momento (il rebus a intarsio Art Sannio/Sannio Europa), è stato il silenzio di Ricci e dell’amministrazione provinciale tutta, che fra l’altro è (ed è stato) eloquente anche del termine per la Rocca di una stagione (quella delle partecipazioni in società) rivelatasi un buco nero quanto ad economie e una lotteria quanto a occupazione. Un trimestre fa per Sannio Europa si confezionò un avviso pubblico risolto in tutta fretta, per sopperire al transito di Marsicano dal ruolo poi occupato da Del Vecchio a responsabile del settore legale della Rocca, e quasi contestualmente si è dato il via al percorso ‘esplorativo’ per coniugare sentenze e compatibilità economica dei reintegri imposti per sentenza. Quindi arriva la tegola delle dimissioni di Del Vecchio e le procedure d’emergenza pare quasi si siano raffreddate.

Eppure, altri 18 erano i concorrenti al bando citato; eppure l’intuitu personae di Ricci per pescare fra di loro non si era certo smorzato; invece, è sopravvenuta, con una certa calma legata alle vacanze natalizie (non c'era dunque l’impellenza di organi nel pieno delle loro funzioni in un momento critico), l'esigenza di allestire appunto un nuovo avviso pubblico per “garantire una maggiore partecipazione da parte degli aspiranti alla carica rispetto a quanti avevano presentato istanza lo scorso mese di ottobre”, ha ricordato Ricci.

Nonostante l'attuale poca appetibilità di una poltrona gravida di problemi, che sia rimasto fuori qualche papabile?