Mensa negata - La lezione è finita con gli incolpevoli alunni in cattedra a pancia vuota e il Comune di Benevento, reprobo, dietro la lavagna

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Ultima puntata, ma mai dire mai, se si prendono a modello i penultimatum del Comune di Benevento. Per ora giunti a un punto fermo, in tema di mensa scolastica (negata, per vari mesi, nei tre precedenti anni scolastici e addirittura mai partita in quello in corso). Beh, non più tardi delle edizioni del 10 gennaio, molti organi di informazione locali si sono affannati a ricordare come, nonostante il continuo slittamento nella consegna della documentazione ritenuta indispensabile dal Comune, ormai si fosse in dirittura d'arrivo per apparecchiare i tavoli nelle scuole cittadine. Certo, sarebbe stato a far data dal 18 gennaio, ma sarebbe stato meglio tardi che mai, per "i giornalisti ottimisti a tutti i costi"....

Meglio mai, invece, ha sentenziato palazzo Mosti, dopo l'analisi di quanto prodotto dalle ditte interessate a erogare il servizio a seguito della definitiva pronuncia del Consiglio di Stato. E ha sentenziato proprio nella riunione programmata per il 10 gennaio che, sempre per i 'media' ottimisti, avrebbe dovuto essere solo di ratifica della loro consueta capacità divinatoria...
Si chiude il (lungo e articolato) capitolo di una storia ricca di talmente tanti spunti da compendiare varie tonalità della letteratura istituzionale. Non è stato scritto un capolavoro, questo è certo, ma non va disconosciuta la suspense nella trama, per quanto accoppiata alla relativa qualità dei personaggi. Risultato: un bidone, libera ma non errata traduzione del termine più consono alla materia letteraria, cioè, “flop”.

Dopo aver infilato sul servizio di mensa scolastica una perla dietro l'altra, ben due classi di politici – tra centrosinistra e centrodestra mastelliano -, tenendola artificialmente in vita con una sequenza di stop-and-go che pare interminabile (ancora oggi si profila un'altra data, un'altra soluzione, un'altra idea – eccetera), sono riuscite ad affossare la ristorazione, destinata a bambini e bambine che frequentano la scuola dell'obbligo. E verso i quali sussiste l'obbligo, per quanto sarà facile trincerarsi dietro il paravento del servizio a richiesta, di dimostrare l'efficienza di una pubblica amministrazione, perché oggi ne avvertano la vicinanza per essere, domani, cittadini consapevoli.

La lezione è finita, invece, con gli incolpevoli alunni in cattedra a pancia vuota e il Comune di Benevento, reprobo, dietro la lavagna. Tutto il resto è davvero noia.