Le parole dell'Internazionale, le sue note e una suoneria di un telefono captata dal giornalismo beneventano

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E' davvero il giornalismo investigativo l'ultima frontiera della realtà. Quella capace di far convivere arditi ossimori (“...sembra reggere l'ipotesi, per certi versi inverosimile...”) e retroscena illuminanti (“...se si considerano le origini del personaggio che ha come suoneria del suo cellulare l'inno dell'Internazionale Socialista...”). Oggetto (quache giorno fa): la “candidatura di Luigi Abbate, presidente di Gesesa, nel raggruppamento che fa capo addirittura a Salvini, leader della Lega.

A lui – nell'analisi politica di 'Gazzetta di Benevento' - spetterebbe un collegio senatoriale”. Attenzione, però: per quei pochi/tanti dovessero preoccuparsi, “non sembra ci sia contrasto su questa vicenda con Clemente Mastella che si aspetta i voti di Abbate sul collegio alla Camera dove dovrebbe essere candidato il figlio Pellegrino”. Dov'è il senso, allora, per il giornalista? “Abbate dovrebbe poter risucchiare voti a Del Basso De Caro, candidato anch'egli al Senato in modo da depotenziarlo numericamente, ma solo numericamente, nella vittoria finale che non sembrerebbe in discussione”. Non resta che attendere l'evolversi degli eventi, semplicemente e con umiltà. E intanto convivere con la sorpresa...

Perché le preferenze per... le suonerie dei cellulari, questi ultimi vero totem della modernità tantopuntozero, non sono in discussione: rispondono all'uzzolo personale... fino a quando restano recintate nell'apposita sfera e non divengono (volenti o nolenti) strumenti per la comunicazione. Valicato il confine, però, eccole nel dominio pubblico, sia pure ai confini di una certa realtà.

Ecco, pertanto, che si affida ai trilli d'altoparlante, il trait d'union fra la Lega, Salvini, Mastella, la candidatura e presidenza della GeSesa, in quella traduzione italiana dell'Internazionale che un po' tradisce l'originale scritto per celebrare la Comune francese - e che oggi fa da appendice sonora al comune (palazzo Mosti, ovvio) cittadino:

“Compagni avanti, il gran Partito noi siamo dei lavoratori. Rosso un fiore in petto c'è fiorito una fede ci è nata in cuor. Noi non siamo più nell'officina, entro terra, dai campi, al mar la plebe sempre all'opra china Senza ideale in cui sperar. Su, lottiam! l'ideale nostro alfine sarà l'Internazionale futura umanità! Su, lottiam! l'ideale nostro alfine sarà l'Internazionale futura umanità!

Un gran stendardo al sol fiammante dinanzi a noi glorioso va, noi vogliam per esso giù infrante le catene alla libertà! Che giustizia venga noi chiediamo: non più servi, non più signor; fratelli tutti esser vogliamo nella famiglia del lavor. Su, lottiam! l'ideale nostro alfine sarà l'Internazionale futura umanità! Su, lottiam! l'ideale nostro alfine sarà l'Internazionale futura umanità!

Lottiam, lottiam, la terra sia di tutti eguale proprietà, più nessuno nei campi dia l'opra ad altri che in ozio sta. E la macchina sia alleata non nemica ai lavorator; così la vita rinnovata all'uom darà pace ed amor! Su, lottiam! l'ideale nostro alfine sarà l'Internazionale futura umanità! Su, lottiam! l'ideale nostro alfine sarà l'Internazionale futura umanità!

Avanti, avanti, la vittoria è nostra e nostro è l'avvenir; più civile e giusta, la storia un'altra era sta per aprir. Largo a noi, all'alta battaglia noi corriamo per l'Ideal: via, largo, noi siam la canaglia che lotta pel suo Germinal! Su, lottiamo! l'ideale nostro alfine sarà l'Internazionale futura umanità! Su, lottiamo! l'ideale nostro fine sarà l'Internazionale futura umanità!”.
La Lega? Mastella? Del Basso De Caro? La GeSeSa? Mah...