Finalmente a Benevento si comincia a rimediare agli scempi: Piazza Colonna può respirare meglio

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Bisogna partire da vicino, dai lavori ultimati nello spiazzo della stazione ferroviaria centrale di Benevento, conosciuto ai meno come piazza Vittoria Colonna. Tali lavori non interessano il PIU (Europa), l’opera di riqualificazione che ha modificato, sovente in peggio, alcuni connotati del rione Ferrovia, grazie all’estro creativo coltivato dall’amministrazione guidata da Fausto Pepe; essi invece si prefigurano come una ‘pezza’ alla stessa riqualificazione. Bisogna allora partire pure da lontano, ovvero ricordare, e Il Vaglio lo fa come appunto ha fatto il 12 febbraio 2014, che “di fronte alla Stazione Centrale di Benevento è stato portato un attacco alla storia ed alla credibilità”. Con il coniglio di “uno slargo anonimo con un fontanone enorme emergente, di pessima o nulla funzionalità e creatore di troppi disagi” tratto dal cappello di finanziamenti da non lasciar disperdere anche al costo di sgranare ancora il rosario del deturpamento urbanistico .

“Non sarebbe affatto un’assurdità, un domani, l’obiettivo programmatico del ripristino originario dei luoghi”, il 12 febbraio 2014 è stato qui scritto (clicca per leggere l'articolo del Vaglio.it)). “Sarebbe solo un ritorno alla ragione”.

Per quanto ci si trovi al cospetto di un intervento non radicale, bisogna dare atto all’amministrazione guidata da Clemente Mastella di aver colto la clamorosa contraddizione, fra le altre che ancora resistono, della strozzatura della circolazione veicolare: di qui l'opera per ridurre di tre metri almeno la larghezza della piazza, sul versante terminale di via Mariano Russo.

Non si può, dunque, non concordare con l’assessore Mario Pasquariello che, al Mattino, ha dichiarato: “Abbiamo mantenuto fede all’impegno preso in campagna elettorale, ponendo finalmente rimedio ad uno scempio: la piazza in quel punto crea un restringimento della carreggiata che andava fortemente ad impattare sulla viabilità ma oltremodo anche sulla sicurezza”. Parole imbevute di una verità figlia della modesta osservazione sul campo, che contribuiscono a far risaltare l’alterigia del precedente governo del centrosinistra, convinto – allora come oggi… (alta capacità, raddoppi viari vari, eccetera) – che intervenire (e monetizzare elettoralmente) in opere pubbliche sia più che sufficiente per coniugare l’impatto delle modifiche, ambientali e non solo, con la vivibilità.

Per offrire una sintesi pubblica e politica all'accadimento, ecco che ci soccorre l'universale linguaggio della saggezza popolare: “Chi fraveca e sfraveca nun perde mai tiempo”. Arduo sostenere che non dica il vero.