Il nuovo corso di Liberi e Uguali nel Sannio poggia su Mario Pepe e Napoletano

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Mario Pepe
Mario Pepe

La prima assemblea di Liberi e Uguali (LeU)del Sannio ha riservato, almeno nel parterre, apparentemente qualche sorpresa. Oltre i contenuti di carattere politico, che hanno tradotto anche in chiave locale la disillusione per alcuni provvedimenti adottati durante questa legislatura e più in generale la necessità di un impegno ventre a terra in tema di dignità e diritti senza allontanarsi da una matrice identitaria conclamata, non poteva non colpire (come un KO?) l'immaginario la platea dei “protagonisti del nuovo corso della sinistra nel Sannio”. Il corredo iconografico – prima ancora dei temi dibattuti - dei resoconti giornalistici di Sanniopage e Gazzetta di Benevento restituisce la presenza di ben due sindaci della provincia sannita. Non due qualsiasi, ma di altrettanti, popolosi comuni: Airola e San Giorgio del Sannio, in stretto ordine alfabetico.

Non è sbagliato dedurre che la presenza a un appuntamento così di “parte”, per giunta di una neonata formazione, riveli un abbozzo di concreto interessamento da parte dei nostri “protagonisti”, Michele Napoletano e Mario Pepe, (e d'altra parte “sicuramente c'è una simpatia”, ha dichiarato quest'ultimo ad Ottopagine in avvio d'anno).Tenuti insieme oggi dalla rottura consumata da entrambi con la casa madre, con il PD .

Più datata nel tempo quella di Pepe ( clicca e leggi, ad esempio ), che tuonava contro “i nuovi stalinisti di una corporazione social massonica”; più sfumata quella di Napoletano, ora in verità venuta alla luce in modo più conclamato con un intervento-prova d'investitura proprio nel corso dell'assemblea di LeU. Ma le chiacchiere sono da bandire, e la radicalizzazione di Napoletano e Pepe si inserisce certo con la linearità di un percorso politico nel solco dei possibili 'stupores mundi' legati alla campagna (elettorale) ormai in corso.

Piuttosto, dopo aver comunque pubblicamente espresso sostanziali 'distinguo' a seguito della sua bocciatura alle ultime elezioni provinciali (clicca e leggi), Napoletano fece rientrare il malumore perché sostituì una delusione con un'altra elezione, stavolta nel consiglio d'ambito dell'ATO, in quota Pd naturalmente. Mentre Pepe, per quanto più coerente nel tempo nel suo opporsi alla deriva piddina del Sannio, non si può dire abbia rappresentato un'alternativa 'radicale' nel suo ritorno sulla scena politica del paese d'origine, né tantomeno quando, sempre alle ultime, galeotte elezioni provinciali, si schierò con la componente mastelliana – pur se, nel solco della classica prudenza democristiana (che fa buon gioco, come si vede), entrando alla Rocca dopo le dimissioni del mastelliano De Nigris si è iscritto... al Gruppo Autonomo.
Con la folgorazione sinistra, dunque, s'avvia questo nuovo corso di LeU nel Sannio.