Tifoseria del Benevento da Serie A, squadra ancora no: l'inopportuna 'Giornata giallorossa'

- Sport di Giovanni Festa

Trovatela una tifoseria così”, ha scritto Ottopagine in avvio di un pezzo di commento sulla presenza, allegra e colma di speranza (e infine malriposta), di oltre 2.500 sanniti sugli spalti del “Dall'Ara” per vedere il Bologna infierire sul Benevento. “Tanto di cappello ad una tifoseria così numerosa ed appassionata. Certamente una tifoseria da serie A”. Un po' retorico, ma vero. Una tifoseria che in casa ha sottoscritto oltre ottomila abbonamenti (e ci furono polemiche, allora, sui costi: non sopite, né risolte dalla società). Che tutto sommato ha risposto al richiamo della categoria, in misura maggiore o minore in rapporto all'accattivante stimolo fornito dal blasone dell'avversario, per quanto la categoria – fino a questo momento - si sia sempre trovata al piano di sopra rispetto alla squadra. Il torbido clima di amarezze sportive, certo ben più diffuse dei piaceri, non ha spento, quindi, il 'bisogno' di esserci, sugli spalti, nonostante tutto offrendo ripetute prove di fedeltà e, più in generale, contenuti cali di interesse della curiosità verso il più importante campionato della storia societaria - nonché dello sport italiano.

Poi spunta il bisogno insopprimibile, con oltre due settimane di anticipo (19 gennaio), della “giornata giallorossa” (4 febbraio). Sembra (sembra?) uno studiato snodo di calendario: c'è alle spalle un piccolo fervore nato da due vittorie consecutive (poi annacquato a Bologna) e, soprattutto, arriva il Napoli, la prima della classe, la squadra che pratica il calcio più interessante. La squadra che, vuoi per l'aria derbystica, vuoi per le sue caratteristiche di “grande”, avrebbe riempito lo stadio in Santa Colomba comunque (è accaduto in precedenza con le romane, le milanesi, accadrà con la Juve). Così – per esempio - l'abbonato di Curva e i suoi due figlioli di poco più di dieci anni, dopo aver scucito un migliaio di euro per tre tessere valide per l'intera stagione, sborseranno volentieri un altro centinaio di euro (un nono della somma degli abbonamenti, quindi) per assistere a una partita, sia pure “di cartello”. Euro come noccioline.

E' vero, all'atto della sottoscrizione dell'abbonamento era specificata l'esistenza della “giornata giallorossa”, ma adesso, con un palmares fatto più di magre figure che altro, il senso di opportunità (il buon senso?) avrebbe dovuto suggerire di soprassedere. O magari adottare una misura più favorevole, nei costi, almeno per gli abbonati. O magari proporre una “giornata giallorossa” in una circostanza meno... attraente dal punto di vista tecnico: sarebbe stato il modo per convogliare allo stadio anche qualche “occasionale” e colmare spazi che correrebbero invece il rischio di restare vuoti. O magari proporre (per paradosso, visto il quadro bello e la pittura fresca) una “giornata giallorossa” gratuita, proprio per una “tifoseria così, certamente una tifoseria da serie A”.