Si stoppi subito lo scontro tra i tifosi del Benevento e Vigorito. Uniti si vince anche quando si perde...

- Opinioni di Carlo Panella
Oreste Vigorito festeggia promozione in Serie A
Oreste Vigorito festeggia promozione in Serie A

Quaranta secondi di dichiarazioni di Oreste Vigorito, patron del Benevento calcio, a un'emittente locale, hanno aperto una ferita tra lo stesso e parte della tifoseria giallorossa. Sono stati estrapolati da un'intervista che andrebbe ascoltata tutta per farsene un'idea precisa, ma sono bastati a scatenare il putiferio. Andiamo per ordine innanzitutto riproponendo qui i passi estrapolati che, appunto durano solo 40 secondi. Queste le parole del presidente del Benevento calcio, che letteralmente riproponiamo: " ... A oggi abbiamo già pigliato sei calciatori (nel mercato di gennaio, NDR). A fronte di questo vogliamo dire che il fatto che qualche volta escono degli striscioni contro la società, contro i calciatori, le contestazioni, le maglie e i bordelli, non siano proprio di buon augurio per chi deve decidere di venire qui a giocarsi sei mesi (fino alla fine del campionato in corso, NDR). Eppure, la maggior parte dei media continua a dire che il pubblico di Benevento sta dando lezioni di civiltà: a cosa? Andando sugli altri campi ad applaudire e a fare dei cori? E' bello, è bello, è molto bello: è coreografico. Ma dov'è la vicinanza alla squadra?... ".

Sui social network le reazioni non si sono contate e non sono state propriamente benevole.
Oggi è giunta anche la dura presa di posizione della Curva Sud in comunicato nel quale a Vigorito si dice: "...Non ci stiamo a passare per capri espiatori di un fallimento che ha radici solo nell'assetto societario. Che nessuno si azzardi a darci lezioni di comportamento o tifo, passione e calore. Noi c’eravamo quando il S. Colomba si riempiva e colorava di passione anche durante gli anni dell’interregionale, della serie C2 o della C1.

Oltre la categoria, i risultati e le società che ci hanno accompagnato durante una storia lunga ben 89 anni.
Il titolo sportivo è rappresentato da una società e potrebbe finire in vendita alle prime avvisaglie e mal di pancia da parte di chi la gestisce. Quel che non sarà mai in vendita sono i valori e la dignità di un popolo fiero e unito da una storia più che millenaria. Noi siamo sanniti!..." (clicca per leggere l'integrale comunicato della Curva Sud).

Non è la prima volta che i rapporti tra Vigorito e la tifoseria siano tesi, anche molto tesi. Ad esempio, dopo l'ultimo play-off nel 2015 perso in casa, contro il Como, i cori di protesta (eufemisticamente, chiamiamoli così), saliti dagli spalti, portarono il patron, offeso e deluso, a lasciare la carica di presidente ad altri. Ma poi Vigorito è tornato sui suoi passi, accompagnando comunque la squadra alla prima storica promozione in Serie B, alla fine del successivo campionato.

Tornando ufficialmente in sella, come presidente, in quello successivo 2016-17, addirittura, ha condotto la squadra nella massima divisione dove attualmente milita. Qui l'esito è stato finora molto negativo, com'è notorio. Sicuramente, per l'allestimento di una squadra e di una struttura tecnica non all'altezza, e per il mancato adeguamento societario alla Serie A che è davvero tutt'altra cosa rispetto alle categorie inferiori. Ma nell'attuale campionato hanno congiurato anche altri fattori - caso Lucioni, accanimento della sfortuna, punti persi nei minuti di recupero... - che hanno pure contribuito non poco al pessimo esito e che alla società, direttamente, non possono essere imputati.

Così come, d'altra parte, Vigorito non può facilmente banalizzare e sminuire l'apporto della tifoseria giallorossa, sugli spalti locali e in trasferta. Solo perché qualcuno ha affisso degli striscioni polemici per l'indizione della Giornata giallorossa (quella in cui anche gli abbonati devono pagare il biglietto d'ingresso allo stadio) per la prossima gara, il derby con il Napoli. Scelta che anche io ritengo sbagliata, per varie ragioni che non sto qui a elencare.

Ma, detto ciò, l'invito pressante è a cercare di ricucire subito lo strappo e a non comportarci come i manzoniani capponi di Renzo che, mentre erano condotti a morte, nel tragitto pensavano a beccarsi!

Proprio in questo momento di difficoltà occorre rimanere uniti. Sotto l'egida della gratitudine, del presidente verso la tifoseria e non di meno dei supporter verso Oreste Vigorito. Gli saranno uscite anche dalla bocca delle parole inopportune, in quei 40 secondi, ma ricordiamo soprattutto i 12 anni ! Di notevoli sforzi, economici e personali, profusi al di là degli esiti. Lui oggi si trova in una situazione nuova: pur avendo patito tante sconfitte sul campo (con la tifoseria), leggasi maledetti playoff, mai ha sperimentato la retrocessione (a differenza della tifoseria).

Ci può stare, dunque, che qualche parole sbagliata possa dirla. E lo scrivo su questo giornale che, a differenza di tanti, le critiche a Oreste Vigorito mai le ha risparmiate. E perché ci può stare che la tifoseria non si contrapponga al presidente per delle sue parole, al di là dei fatti? Rispondo con le cifre e i risultati prodotti.

Oreste Vigorito ha preso la società - in serie D, denominata allora C2 - a inizio 2006. Lo fece col fratello Ciro, poi scomparso e cui la città ha dedicato lo stadio comunale di Santa Colomba (anche Oreste Vigorito lui ha avuto molto dalla città...). In quel campionato d'esordio per l'attuale proprietà il Benevento era messo male in classifica, ma dopo il cambio societario giunse a disputare i play off (perdendoli contro il Sansovino).

Il Benevento disputò i play off anche l'anno successivo, persi contro il Potenza. Alla fine della stagione 2007-2008 il Benevento fu promosso in terza serie, la Serie C, e non è più retrocesso.

In questa nuova serie il Benevento di Vigorito ha disputato 8 campionati di seguito, raggiungendo per 5 volte i play off (perdendoli tutti) e ottenendo la promozione diretta in Serie B all'ottavo tentativo. Quindi, dopo un solo anno nella cadetteria, c'è stato il salto in Serie A.

Dodici anni con esiti mai visti in precedenza e prima nemmeno immaginabili.
Ben immaginabile invece oggi è la prospettiva per il calcio a Benevento senza Vigorito...
La retrocessione, con lui, in Serie B, al confronto di tale tetro scenario immaginato, è ancora un tutto rose e fiori. Per ciò, nervi saldi e compattezza, uniti si vince, anche quando si perde...