Il pacchetto di voti innanzitutto: perché Forza Italia nel Sannio ha tutelato più la Mastella della De Girolamo

- Politica Istituzioni IlVaglio.it
Nunzia De Girolamo
Nunzia De Girolamo

Atene e Sparta sono accomunate dal medesimo destino: polemiche e recriminazioni e caccia alle streghe. Se a livello nazionale nel centrosinistra targato Partito Democratico, per esempio, non accenna a sopirsi l'effetto della notte dei lunghi coltelli che ha prodotto liste – fra uninominale e proporzionale – oggetto delle più svariate e contrapposte interpretazioni, anche il Sannio nel suo piccolo può vantare una pietanza gustosa da servire sul tavolo dei media nazionali. Stavolta, però, in Forza Italia, non proprio rivelatosi il partito dell'amore.

L'ufficialità delle candidature, il cui termine di presentazione è scaduto nella serata di ieri, lunedì 29 gennaio, lascia in dote agli Azzurri locali la presenza nel collegio uninominale di Benevento (Camera dei Deputati) di Fernando Errico, coordinatore provinciale del partito berlusconiano e oggetto d'una sorta di sollevazione partitica qui in zona perché fosse candidato rispetto a eventuali giovani new entry. Sandra Lonardo (in Mastella), invece, è stata candidata nel collegio uninominale di Benevento - Santa Maria Capua Vetere, ma sarà anche capolista nel plurinominale al Senato (Benevento-Avellino-Caserta). Quindi, Nunzia De Girolamo, candidata alla Camera “solo” come seconda alle spalle del mancato presidente Figc Cosimo Sibilia nel listino proporzionale della Circoscrizione Campania 2 (Collegio 1, Benevento-Avellino).

De Girolamo avrà un "paracadute" in Emilia - Romagna, grazie a un suo inserimento in extremis come capolista nel proporzionale. Altrove appunto, non nella sua terra d'origine, un riflesso negativo d'immagine nell'opinione pubblica in assoluto. Aggravato dal valore aggiunto dato al pacchetto voti dei Mastella espresso con la presenza (e addirittura doppia) più 'qualificata' della moglie del leader ceppalonese rispetto alla storica 'pasdaran' berlusconiana. Pasdaran, peraltro, con qualche amnesia: nel corso della legislatura appena chiusa ha anche trovato il modo dapprima di seguire Angelino Alfano non in un'avventura qualsiasi, ritrovarsi Ministro con il governo Letta, salvo poi, una volta svanito il sogno istituzionale, far rientro alla abbandonata base berlusconiana. Quella Forza Italia che, anche in questo caso nel corso di una strana notte di ardue decisioni, De Girolamo l'ha un po' bistrattata, alla fine...

Ma, piuttosto che dannarsi giornalisticamente sul “caso” della manina notturna, galeotta e gelida nei confronti dell'onorevole beneventana alla scoperta di colpevoli che non saranno consegnati né ricordati dalla storia, meglio rimanere ancorati alla realtà di una De Girolamo non capolista, come tutti – proprio tutti gli appassionati al tema - avevano previsto alla vigilia (e non è il caso di far rassegna stampa: proprio tutti).

Il 'risiko' delle candidature, quindi, consegna al territorio sannita una rinvigorita vena mastelliana in Forza Italia (sorta di OPA politica sul partito) e una ridimensionata leadership della De Girolamo. La quale, non più tardi di qualche giorno fa (23 gennaio), intervenendo alla trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora” ha detto: “Se si candiderà Sandra Mastella? Non si sa ancora, ma Mastella ha chiesto ospitalità per la moglie o per il figlio. Ma sono domande che dovreste risolvere a Mastella, non a me. Per quel che mi riguarda preferirei si candidasse il figlio, sulla scia del rinnovamento chiesto dal presidente Berlusconi”.
I fatti poi sono stati diversi da quelli auspicati... Sull'irruenza e sulla fedeltà a Berlusconi, un po' intermittente nel corso dell'ultima legislatura, per ora sembra aver prevalso in Forza Italia l'esperienza e la scommessa su un radicamento elettorale per nulla ritenuto in crisi.