Impianti sportivi comunali: la sola cosa certa è il dialogo tra sordi tra amministratori e dipendenti comunali

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Ogni tanto torna ad affacciarsi alla ribalta pubblica, e conseguentemente istituzionale (dovrebbe essere il contrario, ma a Benevento...), l'annoso problema degli impianti sportivi di proprietà del Comune cittadino, peraltro oggetto anche qui sul Vaglio di più d'un intervento. Di recente, comunque, sono scesi in campo il M5S (http://ilvaglio.it/comunicato-stampa/20194/palaparente-e-palaferrara-i-dubbi-di-farese-e-sguera.html), il presidente della Commissione consiliare Sport Luca Paglia (http://ilvaglio.it/comunicato-stampa/20222/impianti-sportivi-paglia-replica-a-sguera-ci-siamo-mossi-come-mai-prima.html), il consigliere comunale Vincenzo Sguera (http://ilvaglio.it/comunicato-stampa/20222/impianti-sportivi-paglia-replica-a-sguera-ci-siamo-mossi-come-mai-prima.html).

Maggioranza e opposizione, quindi e naturalmente, e lo scambio di colpi è stato duro: i pentastellati hanno menato di brutto, e d'altra parte anche le elezioni politiche si avvicinano e c'è da fare la faccia truce ed esigere quella buona amministrazione di cui ritengono d'essere portatori; glli amministratori, invece, hanno posto l'accento soprattutto sulla presenza 'sfuggente' dei primi in Commissione, salvo poi ritrovarsi critiche note affidate alla stampa e quindi al giudizio dell'opinione pubblica.

Nulla di nuovo sotto il sole, se non il solito, consolidato stato di fatto: la problematica della gestione e delle concessioni nel passato del centrosinistra di governo si è rivelata un optional, il superamento di quest'impasse risulta piuttosto arduo adesso, nonostante – almeno – una 'movimentazione' reale sul tema da parte della forze politiche che guidano pro-tempore l'amministrazione cittadina.

Piuttosto, aiuta il cittadino a comprendere ancor più alcuni aspetti proprio la lettura dei verbali della Commissione consiliare che, in fondo, fotografa la realtà di due aspetti pero ora inconciliabili: l'indirizzo politico, l'attività amministrativa. Nello scritto della più vicina riunione che è stato dato conoscere, lo scorso 17 gennaio, è possibile familiarizzare con espressioni del tipo:
“...in assenza di qualsiasi comunicazione ufficiale degli uffici competenti...”;
“...riguardo alle morosità e diffide ai dirigenti competenti...nonostante le comunicazioni inoltrate agli stessi non ha ricevuto ad oggi alcun riscontro...”;
“...la necessità di regolarizzare la posizione dello stadio 'Ciro Vigorito' , dell'impianto PalaParente e del PalAdua rispetto ai quali non ha ricevuto nessuna comunicazione...”;
“...di non aver ricevuto nessun riscontro riguardo alle precedenti diffide attinenti l'art. 4 del Regolamento dello Sport e della voltura delle utenze eventualmente intestat ancora al Comune...”;
“...rappresenta altresì di non aver ricevuto nessuna comunicazione sulla sospensione del bando...”.

Sono parole che, verbalizzate, descrivono plasticamente uno stallo e certo rapporti piuttosto slegati fra le due componenti (per non dire quasi un dialogo fra sordi): in sostanza, la politica ratifica per iscritto se non l'inerzia, quantomeno l'assenza di qualsiasi interlocuzione con la struttura amministrativa del Comune.

Sorgono, per ciò, spontanei alcuni interrogativi: chi controlla chi? Chi è responsabile di tali passaggi a vuoto delle Commissioni e come vanno sanzionate le irresponsabilità dei fuzionali o dei dipendenti comuali? Quali sono le conseguenze di rallentamenti che incidono, tanto o poco non importa, sulle casse pubbliche? Quelli della Notte attraverso il loro geniale intellettuale di riferimento, Riccardo Pazzaglia, avrebbero risposto così: "Ah, saperlo, saperlo!".