Mazzoni - Mastella, quel divorzio e il valore delle parole in politica: nullo

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Erminia Mazzoni
Erminia Mazzoni

Per quanto la ricerca sia stata certosina, non è capitato di imbattersi nel nome della beneventana Erminia Mazzoni fra collegi uninominali e listini proporzionali stilati, con tanti affanni e polemiche, in vista delle elezioni politiche del prossimo 4 marzo. E’ capitato, invece, di veder riaffiorare il nome di Mastella, sia pure attraverso la candidatura della moglie Sandra Lonardo. Risalendo le tortuose vie delle epurazioni dalla Giunta comunale di Benevento, capita invece di imbattersi (il 10 giugno 2017) nel cozzo di due campane.

1- “
Come già noto, - parla Mazzoni - l’incarico di vice sindaco mi è stato offerto dall’On. Mastella, meno di un anno fa, sul presupposto di un reciproco disimpegno dalla politica. Il presupposto è venuto meno, in quanto il sindaco mi ha confermato, qualche giorno fa, di aver chiuso un accordo per le prossime elezioni politiche e mi ha comunicato che la mia presenza in Giunta non era più funzionale, salvo assumere un singolare impegno a futura memoria a non accettare eventuali proposte di candidatura”;
2 -
“Quando le ho chiesto (alla Mazzoni, Ndr) se sceglieva di continuare a fare il vicesindaco o, eventualmente a richiesta, riteneva di candidarsi alle politiche mi ha risposto che era ancora giovane per precludersi questa possibilità. Il rapporto si è chiuso in quell’istante”, replica Mastella.

Qualche mese dopo (gennaio 2018), è accaduto, inevitabilmente, il contrario: Mazzoni, revocata come vicesindaco due giorni dopo (12 giugno 2017) le parole poco affettuose di Mastella, è rimasta al palo, la famiglia Mastella si è rimessa in corsa per il Parlamento (chez palazzo Madama, stavolta).

Essendo, quella ricordata, l’unica verità ‘ufficiale’ - anche se nelle dichiarazioni citate in apparenza inconciliabile – sulla rottura del rapporto fra i due, ma soprattutto venuto allo scoperto l’incessante lavorio da Ceppaloni per la conquista di un posto al sole del Rosatellum, sarebbe quasi opportuno che Mastella revocasse se stesso, ora...

Ora che il comitato elettorale di Benevento, in via Aldo Moro, è stato riattivato, cambiando solo lo striscione col nome e cognome del coniuge candidato, ora che il parcheggio sottostante è tornato a riempirsi di automobili, ora che l’istituzione è stata chiamata alle armi della propaganda: “A tutti, consiglieri comunali ed assessori mastelliani, è stato chiesto – riporta Gazzetta di Benevento - di lavorare alacremente in questa campagna elettorale… Dobbiamo sentirci tutti candidati, hanno detto sia Clemente Mastella che la moglie Sandra”.

Il sindaco non gode d’alcuna particolare dispensa, è decisamente impegnato (come altri prima di lui hanno fatto, ovviamente) ma in ordine all’ambizione parlamentare (divenuta adesso di famiglia) e, più ad ampio spettro, al desiderio/bisogno di contare ancora sul piano nazionale, ha colpevolmente lasciato filtrare all’opinione pubblica un suo (inesistente) disinteresse. Quest’ultimo, come è ormai visibile a occhio nudo, riguarda la città...